Ferrajolo a RBN: "Sorpreso dalla disfatta del calcio italian? No. Credevo in Spalletti ct ma..."

Ferrajolo a RBN: "Sorpreso dalla disfatta del calcio italian? No. Credevo in Spalletti ct ma..."TUTTOmercatoWEB.com
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di Daniele Petroselli

Ospite di Radio Bianconera è stato Luigi Ferrajolo, storico Presidente USSI, che ha analizzato in primis il caos attorno alla Nazionale dopo l'ennesimo Mondiale mancato: "E' tutto abbastanza triste. Non c'è sorpresa però, avevo visto una Nazionale fragile, in difesa e nella testa. Non mi era piaciuta con l'Irlanda del Nord. E poi tutto quello che le ruota attorno non funziona da tempo. I risultati non sono mai così sorprendenti. La Bosnia ha giocato meglio, e questo dice la misura del calcio italiano".

E sulle mancate dimissioni di Gabriele Gravina: "Ha detto una cosa tecnicamente ineccepibile Gravina su alcuni sport dilettantistici, ma se l'ha detto con l'intento di minimizzare i successi degli altri sport ha sbagliato. E' evidente da tempo che ci sono degli sport in Italia che stanno crescendo. Ma l'attenzione è diversa rispetto al calcio, ma nulla toglie al talento e ai successi di questi atleti. Anzi, dovrebbe spingere il calcio a farsi un bell'esame ed imitare i dilettanti. Dimettersi? La domanda non dovremmo neanche porcela. L'unico modo per uscirne è dimettersi, ma anche il Consiglio e nominare un commissario. Sa arriva un altro presidente in una situazione analoga, non cambia nulla. Abete? E' una persona perbene, ma basta. Serve un commissario e che nella costruzione del nuovo calcio italiano si avvalga di qualche ex calciatore, per fare un bel progetto. Ma per farlo serve cambiare le regole. Malagò? Ho un rapporto di amicizia, il suo nome esce sempre fuori quando ci sono questioni importanti in ballo. Ha dato ampia prova come presidente del CONI del suo valore".

Mentre sul post-Gattuso: "Ho visto che Montella con la Turchia si è qualificato, ma è una scelta delicata quella del ct. Sono stato sorpreso dal voltafaccia di Mancini, era il tecnico ideale, ma se n'è andato come se fosse su un taxi appena ricevuta l'offerta ricca degli arabi. Credevo molto in Spalletti, ma la gestione è stata sbagliata. E come anche è stato esonerato è qualcosa d'incredibile. Il tutto senza avere un sostituto poi, dando per scontato il sì di Ranieri".

Infine su Andrea Agnelli e un modello a cui ispirarsi come crescita di un club: "Non so cosa intendesse dire a quei tempi, ma ha lasciato la Juve in alto mare. Prima di prenderlo a modello ce ne passa. Voglio bene alla Juve, ma Agnelli dovrebbe farsi perdonare molte cose. Il problema è liberare il calcio dall'ossessione dei soldi, dei diritti tv, dei tanti tornei che rendono questi calciatori dei robot". E sulla corsa al quarto posto: "In tempi non sospetti ho detto di stare attenti al Como. E per me ce la fa, gioca il calcio migliore insieme all'Inter. Forse è l'unico piacere del nostro campionato vedere questa squadra".