Forletta a RBN: "Caos derby, è un quadro desolante. Juve difficilmente decifrabile"
Ospite di Fuori di Juve, trasmissione di Radio Bianconera, è stato Nico Forletta, caporedattore Radio Rai 1 Sport, che è partito ovviamente dal caos derby Roma-Lazio e che coinvolge anche le altre squadre che lottano per la Champions: "Desolante è l'aggettivo giusto. Poi siamo tutti appesi, i tifosi in primis, perché hanno diritto di sapere quando e se possono andare allo stadio. Dipende dal giorno e dall'ora del derby. E' davvero desolante, non si può arrivare a un imbuto del genere quando già da due anni sapevamo che ci sarebbe stata la finale degli Internazionali in questa data. Lo sapeva la Lega, quando hanno inseriti i famosi paletti durante la formazione del calendario, mi chiedo cosa sia stato inserito. Poi esiste la Prefettura, che è la massima autorità per l'ordine pubblico, che decide che non si può giocare il derby alle 12.30 di domenica per la contemporaneità della finale degli Internazionali, vuol dire che non si può.
E ha continuato: "Se il Tar decide di non decidere, significherà qualcosa. Ora le ipotesi sono che o si sposta la finale degli Internazionali, e mi viene da ridere, perché Binaghi lo ha detto che è da due anni che si sa quando c'è la finale di questo evento. Anche il tennis avrà le sue esigenze. Esce fuori da questa vicenda, e non solo, una sorta di arroganza del mondo del calcio, alla Marchese del Grillo...Il calcio non può permettersi certe cose, alla luce anche di una stagione fallimentare come questa".
Poi sull'inchiesta che riguarda il mondo arbitrale, Forletta ha detto: "Non mi aspetto nulla. Damascelli ha fatto notare che se ci fosse stata la Juve, avrebbe assunto tutto quanto un'altra forma e dimensione. C'è da dire che proprio in virtù di quello che è accaduto gli anni passati, dovremmo andarci con i piedi di piombo. Poi magari tanto clamore per poi scoprire che dietro c'è poco o nulla...bisogna stare attenti. Per ora mi pare che la vicenda sia racchiusa dentro i perimetri di un'organizzazione arbitrale che non mi convince per nulla. Qui parliamo anche di interessi economici degli arbitri". Mentre sulle elezioni FIGC: "Un ex calciatore o un ex campione, che abbia a cuore il futuro del calcio italiano, serve. Malagò è di primo livello, lo abbiamo visto al CONI, ma servirebbe un ticket. La speranza è che si dia veramente il via a un periodo di riforme".
Infine sul momento in casa Juve: "La squadra di Spalletti è difficilmente decifrabile, adesso nelle ultime giornate ha dimostrato di avere la possibilità ma di non avere la capacità. Ha partenze sparate, dove produce un gol, ma poi le sfide rimangono aperte. Dietro l'Inter fanno a gara a chi faun passo avanti e due indietro e ci si può attendere di tutto. Certo che Fiorentina e Torino per questa Juve, la più scarsa da mezzo secolo a questa parte, sono difficili. Ma anche le altre non sono proprio il massimo. Rinnovare Spalletti? E' stato giusto, perché credo sia davvero un tecnico vero, affidabile, serio. Mentre non posso dire che diversi altri componenti della Juve siano da Juve. Rinnovo Vlahovic? Se andate a fare la somma dei soldi gettati dalla Juve nelle ultime due campagne acquisti, di Vlahovic ne rinnovavi 5 a 6 mln a stagione. Io lo rinnoverei per il semplice motivo che mi pare l'unica punta degna di questo nome. Che non sia Trezeguet lo sappiamo, ma vallo a trovare in giro".
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