Tornare a fare la Juve: nessun giocatore può mettere paletti

Tornare a fare la Juve: nessun giocatore può mettere palettiTUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 00:01Editoriale
di Mirko Nicolino
Nella costruzione della squadra del futuro, la dirigenza della Juventus sta incontrando mal di pancia da parte di alcuni "senatori" dello spogliatoio

Dopo la versione “codice a barre”, la Juventus ha finalmente una nuova maglia a strisce bianconere. Nel senso stretto della locuzione. Righe strette e senza effetti strani, stile più pulito, colletto stile polo. Insomma, si torna alla tradizione anche se questo lascia presagire altri esperimenti per i prossimi anni (visto l’andamento storico recente dello sponsor tecnico). Ma questo lo vedremo eventualmente al momento opportuno.

Sta di fatto che oggi, dicevo, la Juve è tornata a vestire una casacca che sa molto di tradizione. Ora il problema più grosso è riempirla. Sì, perché dentro la maglia della Vecchia Signora devono starci valori tecnici e umani che al momento purtroppo latitano dalle parti della Continassa. Lo sa bene Luciano Spalletti, che non a caso sta chiedendo calciatori esperti, dall’alto tasso qualitativo e con un bagaglio importante di vittorie, soprattutto a livello internazionale.

Negli ultimi anni, abbassando costantemente l’età media, si è persa per strada tanta qualità e si è abbassata notevolmente la soglia della resistenza alla pressione e la percezione del pericolo. Attenzione, si possono avere anche una rosa molto giovane e forte tecnicamente e mentalmente, ma per metterla insieme devi avere campioni già fatti in tenera attività e questa è purtroppo l’eccezione. Oggi la Juventus, purtroppo, ha sia giovani non al livello che richiede la storia del club, ma anche gli elementi più esperti pagano dazio. Quasi che quando attraversano il tunnel dei capitani dello Stadium, gravi su di loro un peso insostenibile.

E non salvo da questa schiera nemmeno Bremer e Vlahovic, che hanno rispettivamente 29 e 26 anni. Stando alle sue stesse dichiarazioni, il brasiliano ritiene di non avere davanti tanti anni per vincere e per questo motivo, riferiscono voci giornalistiche, starebbe chiedendo alla dirigenza di rafforzare la squadra per poter vincere subito. Posto che il brasiliano è uno dei migliori di questa Juventus, soprattutto dopo l’infortunio, ha dimostrato di essere in primis lui di livello per vincere subito?

Serve un bagno d’umiltà importante da parte di tutti, perché, come dice il collega Paolo Rossi, sembra che i giocatori di questa squadra si siano convinti di saper fare delle cose che in realtà non sanno fare. Forse per via degli ultimi allenatori avuti, che sono andati alla ricerca spasmodica dell’estetica piuttosto che della praticità e della concretezza. Si parte dalle cose facili e una volta che ci si consolida si passa a quelle più complicate. Soprattutto quando si ha una rosa tecnicamente limitata.

Bremer, dunque, se vuole deve sposare il progetto Juve per il finale della sua carriera a prescindere e cominciare lui a dare la scossa. Mettere paletti, non è un bel segnale da parte di chi, senza dubbio, dal punto di vista umano e sportivo ha sempre dato tutto. E lo stesso discorso vale per Dusan Vlahovic, che giustamente si è guardato attorno nei mesi scorsi, salvo poi tornare a trattare con la Juventus, forse per mancanza di proposte consone alle sue aspettative. Ora si parla nuovamente di trattative con altri club, poiché quanto avrebbe messo sul piatto Comolli non sarebbe sufficiente. Bene, anche qui: tra rendimento altalenante e infortuni, da quando è a Torino il serbo ha sicuramente avuto di più di quanto ha dato.

A questo punto prenda in mano la situazione la Juventus: ultimatum e all in su un sostituto, in modo da non dover essere più ostaggio di nessuno. Occorre tornare ad essere Juve, sotto ogni punto di vista.