Juve, gli stessi problemi di un anno fa: dalla porta all’attacco, cos'è cambiato davvero?

Juve, gli stessi problemi di un anno fa: dalla porta all’attacco, cos'è cambiato davvero?TUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 16:48Primo piano
di Massimo Reina
Dopo il ko contro l’Inter tornano a galla le vecchie criticità: il portiere resta un'incognita, i leader non si vedono e il centrocampo...

Ci eravamo lasciati a fine campionato con una serie di problemi da risolvere. Il tempo è passato, la Juventus ha cambiato parte della dirigenza, ma dopo il Derby d’Italia di Perth la sensazione è che alcune delle domande siano ancora lì, intatte.

La prima riguarda la porta. Di Gregorio, dopo la prestazione contro l’Inter e i due gol incassati, è finito nuovamente sotto accusa. Il problema, però, non è soltanto la sua prestazione: è il fatto che la Juventus non abbia ancora individuato con certezza un portiere capace di rappresentare un salto di qualità nel ruolo.

Poi c'è la questione dei leader. La squadra continua ad avere bisogno di personalità, giocatori capaci di prendere per mano il gruppo nei momenti difficili. E al momento non sembra esserci quella figura in grado di colmare definitivamente il vuoto. Al contrario, restano in rosa elementi come Arthur e Koopmeniers, sui quali la società e l'allenatore evidentemente non puntano.

Il discorso porta inevitabilmente al centrocampo. È probabilmente il reparto nel quale la Juventus ha bisogno di maggiore qualità e personalità. Locatelli garantisce gamba, ma non è un top, Douglas Luiz ha mostrato qualche spunto interessante, ma contro l'Inter la squadra ha nuovamente faticato a costruire con continuità e a dare ritmo alla manovra.

Infine l'attacco. Kolo Muani è tornato, ma resta da capire se possa davvero rappresentare la soluzione definitiva come centravanti titolare. I suoi pochi minuti contro l'Inter sono stati incoraggianti e, paradossalmente, hanno evidenziato ancora di più le difficoltà mostrate da Jonathan David. Ma non sembra quel bomber che, anche come caratteristiche, pare servire alla squadra.

Il punto, dunque, non è bocciare la Juventus dopo una partita di agosto. È capire quanto sia stato realmente risolto rispetto ai problemi evidenziati dodici mesi fa. Perché se porta, personalità, centrocampo e centravanti erano le quattro emergenze da affrontare, oggi almeno tre di queste caselle sembrano ancora accompagnate da un grosso punto interrogativo. E il mercato, a questo punto, dovrà dare risposte.