Juve niente salto di qualità, la squadra di Spalletti presenta atavici problemi
La Juve di Spalletti sembra rimasta alla passata stagione. Se non conoscessimo la data, penseremmo che la gara di Cagliari sia dello scorso campionato, quando non solo in Sardegna i bianconeri hanno mostrato la loro bipolarità. Il primo tempo privo di lampi, sterzata nella ripresa grazie a i cambi, ma solito refrain: tante occasioni e una sola rete. Alla fine 22 tiri totali, di cui 13 nella seconda frazione di gioco. Il problema attacco ormai è evidente, rispetto alla mancanza di un vero centravanti. Kolo Muani quasi vanifica la rete, fallendo due errori sotto porta inammissibili a certi livelli. Inutile recriminare sulla traversa perché il francese in realtà ha preso male la palla, così come alla parata di Caprile nell'altra occasione. Quelle sono palle da mettere dentro, senza senza e senza ma: il salto di qualità non è stato fatto. E Woltemade? Ancora una volta dimostra di non essere un bomber, ad onor vero, difficilmente decifrabile sotto il profilo tecnico/tattico.
La Juve evidentemente aveva illuso con il successo pre sosta contro l'Atalanta. Problema tattico, mentale, di qualità dei giocatori. Un pò di tutto, cui aggiungere Spalletti. E' lui il comandante di questa truppa, giustamente finisce sul banco degli imputati. Bisogna capire se il problema derivi dal fatto di non avere i giocatori giusti o se invece perde lucidità nei momenti di difficoltà. Anche perché non ci sono leader in grado di trascinare la squadra fuori dal tunnel della sterilità offensiva. Salvo i cambi fatti nella ripresa, con il doppio inserimento di Alajbegovic e Zhegrova. A proposito, il kosovaro vive un momento di grande forma ed è fuori dalla lista Uefa, perché non metterlo dall'inizio? E' una delle domande che probabilmente resteranno senza risposta. Giovedì si va in casa del Celta Vigo per fare un latro passo in Europa e contestualmente cancellare Cagliari.
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