Juve, la vittoria più importante non è il 2-1: Spalletti ha ritrovato qualcosa

Juve, la vittoria più importante non è il 2-1: Spalletti ha ritrovato qualcosaTUTTOmercatoWEB.com
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di Nerino Stravato

Due vittorie consecutive, sei punti e soprattutto una sensazione che da qualche settimana sembrava smarrita: questa Juventus ha ricominciato a giocare da squadra. Il successo contro il Napoli aveva rappresentato un primo segnale, quello ottenuto sul campo dell'AZ Alkmaar sembra avergli dato maggiore consistenza. Non siamo ancora davanti a una formazione completamente guarita dai propri problemi, ma qualcosa si sta muovendo e sarebbe sbagliato non riconoscerlo.

La differenza più evidente non riguarda soltanto la qualità del gioco o le soluzioni tattiche individuate da Luciano Spalletti. Riguarda soprattutto l'atteggiamento. La Juventus è tornata ad aggredire gli avversari, a cercare il recupero del pallone, a lottare nei duelli e a partecipare alla partita con una convinzione che nelle settimane precedenti era mancata. Contro l'AZ si è vista una squadra concreta, capace di colpire nei momenti giusti e di costruire un vantaggio di due reti con merito.

La Juventus ha ritrovato la voglia di essere squadra

Forse il ritiro anticipato prima della partita contro il Napoli ha avuto un effetto, forse sono serviti il richiamo alle responsabilità arrivato dalla società e le parole di Giovanni Carnevali, oppure è maturata finalmente una presa di coscienza all'interno dello spogliatoio. Difficile individuare una sola causa. Probabilmente è stato necessario un insieme di fattori per far capire ai giocatori che non si poteva continuare su quella strada.

La risposta è arrivata prima contro il Napoli e poi ad Alkmaar. Non è un dettaglio che Koopmeiners, dopo la vittoria contro gli azzurri, avesse insistito proprio sull'importanza dell'atteggiamento. L'olandese è stato tra i protagonisti di questa nuova fase e anche contro la sua ex squadra ha fornito una prestazione convincente, impreziosita dal gol del vantaggio. Sta tornando a essere un elemento utile negli equilibri bianconeri, un giocatore che partecipa alla manovra e riesce a dare un contributo concreto.

La Juventus ha dimostrato di aver capito che non basta scendere in campo con una buona disposizione tattica. Servono intensità, attenzione e disponibilità reciproca. Contro l'AZ questi elementi si sono visti soprattutto nella prima parte della gara, quando i bianconeri hanno saputo mettere in difficoltà una squadra che, davanti al proprio pubblico, aveva costruito una lunga serie positiva in Europa.

Kolo Muani, finalmente una risposta all'investimento della Juventus

La notizia più bella della serata è probabilmente il ritorno di Kolo Muani. Il francese ha giocato una partita di livello, finalmente all'altezza delle aspettative e del valore economico dell'operazione che lo ha portato alla Juventus. Il suo contributo non si limita al gol e all'assist: è stato capace di saltare l'uomo, creare superiorità, attaccare gli spazi e mettere costantemente in apprensione la difesa dell'AZ.

La posizione più larga sulla destra sembra avergli restituito libertà e possibilità di esprimere le proprie caratteristiche. Il primo gol nasce proprio da una sua iniziativa, con una giocata che permette a Koopmeiners di presentarsi alla conclusione. Il secondo arriva invece da una pressione efficace, dal recupero del pallone e dalla collaborazione con Woltemade. Due reti diverse, ma entrambe con la partecipazione determinante del francese.

È presto per parlare di un giocatore definitivamente ritrovato, ma la prestazione di Alkmaar può rappresentare un punto di ripartenza. Spalletti ha bisogno di un attaccante capace di creare pericoli anche individualmente e Kolo Muani, se riuscirà a mantenere questo livello, può diventare una risorsa fondamentale.

Gatti può diventare un riferimento, Koopmeiners sta crescendo

Tra le indicazioni positive c'è anche la prova di Federico Gatti. Il difensore ha mostrato personalità, attenzione e una partecipazione alla manovra che non si è limitata alla fase difensiva. Nella linea a tre ha dato solidità, ma si è anche proposto in avanti, cercando di accompagnare le azioni e di offrire una soluzione in più ai compagni.

La fascia da capitano e il suo atteggiamento raccontano di un giocatore che può assumere un ruolo sempre più importante all'interno del gruppo. La Juventus ha bisogno di personalità, di calciatori che sappiano prendersi responsabilità nei momenti complicati e Gatti, per caratteristiche e senso di appartenenza, può diventare uno di questi riferimenti. Naturalmente dovrà confermare questo rendimento nel tempo.

Anche Koopmeiners sta dando segnali incoraggianti. Il gol contro l'AZ è importante, ma ancora di più lo è la sensazione di vedere finalmente un giocatore coinvolto nel progetto, capace di interpretare le richieste dell'allenatore e di contribuire alla crescita collettiva. Spalletti ha bisogno di recuperare risorse che sembravano essersi smarrite e le ultime due partite stanno offrendo risposte in questa direzione.

Il finale di Alkmaar ricorda che la strada è ancora lunga

Non bisogna però lasciarsi trascinare dall'entusiasmo. La Juventus ha vinto meritatamente, ma il finale della partita ha fatto emergere problemi che non possono essere ignorati. Dopo aver costruito il doppio vantaggio, i bianconeri hanno progressivamente ceduto campo all'AZ, permettendo agli olandesi di aumentare la pressione e di rientrare in partita con il gol di Meerdink all'88'.

La rete nasce da una situazione che la Juventus avrebbe dovuto gestire meglio, dopo una palla persa da Kelly e una lettura difensiva non efficace. Nel recupero è arrivato anche il possibile pareggio dell'AZ, poi annullato per fuorigioco. Per qualche minuto una partita che sembrava sotto controllo si è trasformata in un finale di grande sofferenza.

Spalletti ha individuato un problema che va oltre il singolo episodio: la difficoltà di prendere una decisione quando l'azione avversaria richiede un intervento immediato. Il concetto espresso dall'allenatore è chiaro: una scelta sbagliata può capitare, ma non scegliere è ancora peggio. È una questione di attenzione, coraggio e responsabilità individuale, aspetti sui quali la squadra deve continuare a lavorare.

Resta poi da sistemare la situazione sulla corsia sinistra. Cambiaso, schierato dall'inizio, non ha offerto una prestazione particolarmente convincente, mentre Cabal, entrato nella ripresa, ha commesso alcune ingenuità che hanno fatto perdere la pazienza a Spalletti. Il rimprovero plateale rivolto al colombiano nel finale è diventato virale, ma al di là dell'episodio resta il problema di un settore nel quale la Juventus fatica a trovare continuità e affidabilità, soprattutto in fase difensiva.

Recuperare entrambi sarebbe un vantaggio importante. Cambiaso possiede qualità tecniche e duttilità, Cabal ha caratteristiche fisiche che possono tornare utili. Ma nessuno dei due può permettersi di alternare buone giocate a disattenzioni che mettono in difficoltà tutta la squadra.

Firenze, la prova del nove prima della sosta

Il successo contro l'AZ ha un valore che va oltre i tre punti. Gli olandesi non perdevano in casa in Europa da 17 partite e la Juventus è riuscita a interrompere quella serie, confermando quanto di buono aveva mostrato contro il Napoli. In Europa League i bianconeri salgono a quota 10 punti dopo quattro giornate e possono guardare con fiducia alla possibilità di conquistare un posto tra le prime otto.

Ma il discorso più importante riguarda il percorso della squadra. Dopo la sconfitta per 0-3 contro la Lazio, il pareggio con il Rennes, la vittoria di Lecce e la successiva battuta d'arresto di Genova, la Juventus era precipitata nuovamente in un clima di incertezza. La sconfitta contro il Genoa aveva riaperto le discussioni, mettendo in discussione il lavoro di Spalletti e la capacità del gruppo di reagire.

La vittoria contro il Napoli ha rappresentato il primo segnale di inversione, quella contro l'AZ un ulteriore tassello. Adesso manca però un passaggio fondamentale: la trasferta di Firenze contro la Fiorentina, in programma domenica sera. Sarà la seconda prova lontano da Torino di questo mini-ciclo che doveva servire a verificare la reazione della Juventus dopo il periodo negativo.

Non sarà una partita semplice. Firenze è un ambiente caldo, una trasferta tradizionalmente complicata e una sfida nella quale la squadra di Spalletti dovrà dimostrare di saper mantenere lo stesso atteggiamento anche in condizioni differenti. Vincere significherebbe arrivare alla sosta per le nazionali con un entusiasmo completamente diverso, con la consapevolezza di aver finalmente imboccato la strada giusta e con una prospettiva più serena per il prosieguo della stagione.

Perdere, o anche soltanto offrire una prestazione deludente, rischierebbe invece di ridimensionare parte delle certezze appena ritrovate. Ecco perché Firenze rappresenta molto più di una partita prima della sosta: sarà la vera prova del nove per capire se le vittorie contro Napoli e AZ abbiano segnato l'inizio di una nuova Juventus oppure soltanto una parentesi positiva dopo settimane difficili.

Spalletti ha finalmente qualche risposta in più, alcuni giocatori stanno ritrovando fiducia e la squadra sembra aver riscoperto un'identità. Adesso serve dimostrare che non si tratta soltanto di una reazione emotiva. Perché la Juventus non può più permettersi di ricominciare ogni volta da capo.