Juventus - Spalletti fino al 2028, ci siamo: Elkann lo blinda, e sul mercato...

Juventus - Spalletti fino al 2028, ci siamo: Elkann lo blinda, e sul mercato...TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 08:05Primo piano
di Massimo Reina
fonte Gazzetta dello Sport
Accordo vicino per il rinnovo del tecnico: progetto a lungo termine e rinforzi garantiti anche senza Champions. La fumata bianca prima di Pasqua.

La Juventus ha deciso: il futuro parla toscano, e porta il nome di Luciano Spalletti. Non più un traghettatore, non più una soluzione d’emergenza, ma l’uomo attorno a cui ricostruire tutto.

Il rinnovo fino al 2028 è ormai a un passo. Nei prossimi giorni è atteso l’incontro decisivo con l’amministratore delegato Damien Comolli, ma la strada è già tracciata. L’investitura è arrivata dall’alto, da John Elkann, che ha scelto la continuità come primo mattone per il nuovo ciclo bianconero. Arrivato il 30 ottobre in un clima instabile, chiamato a raccogliere i cocci dopo l’era Tudor, Spalletti ha fatto qualcosa di più: ha rimesso ordine. Ha dato un senso. E soprattutto, ha ridato alla Juventus una direzione.

Per questo l’accordo è stato rivisto al rialzo: non più un semplice prolungamento tecnico, ma un vero patto progettuale. Due anni in più, subito. Senza tentennamenti. La fumata bianca è attesa prima di Pasqua. Un segnale forte, quasi simbolico: rinascita, ma stavolta programmata.

E non finisce qui. Perché la società, secondo quanto filtra, è pronta ad accontentare Spalletti sul mercato a prescindere dalla qualificazione in Champions League. Una presa di posizione netta, che rompe con il recente passato fatto di attese e condizionali. Il tecnico avrebbe già tracciato la sua lista, lucida e concreta: un portiere affidabile, un terzino sinistro, un centrale difensivo di esperienza da affiancare a Bremer. E poi il cuore della squadra: due centrocampisti, di cui almeno uno con qualità, visione e peso internazionale. Infine, una punta: alternativa o complemento, soprattutto se Vlahovic dovesse rinnovare. Non nomi, ma identikit. Non sogni, ma esigenze. Perché Spalletti non sta chiedendo figurine. Sta disegnando una squadra.