Juve, Spalletti cambia Cambiaso: la mossa che può esaltare le sue qualità
Non è soltanto una soluzione dettata dalle rotazioni. L'utilizzo di Andrea Cambiaso in posizione più avanzata visto durante questa preparazione estiva sembra avere qualcosa di più profondo: una precisa idea tattica di Luciano Spalletti.
L'allenatore della Juventus ha infatti sperimentato più volte una situazione nella quale Cambiaso viene spostato sulla linea degli attaccanti o comunque in una posizione più alta, lasciando il ruolo di terzino a un giocatore come Celik o Kalulu, anche attraverso soluzioni a piede invertito. Una scelta che può sembrare particolare, ma che in realtà risponde a una logica precisa.
Cambiaso alto, non una semplice emergenza
La prima cosa da sottolineare è proprio questa: vedere Cambiaso alto non sembra essere stato soltanto un modo per completare l'undici durante le amichevoli e distribuire i minuti. Spalletti ha insistito sulla soluzione in più occasioni e ha contemporaneamente sperimentato terzini in grado di occupare la fascia alle sue spalle.
Questo significa che l'allenatore sta valutando seriamente la possibilità di utilizzare l'esterno italiano come una risorsa offensiva, soprattutto in quelle partite nelle quali la Juventus avrà bisogno di maggiore qualità contro una squadra raccolta nella propria metà campo.
Ed è proprio qui che emergono le caratteristiche di Cambiaso.
Il punto di forza: imprevedibilità con entrambi i piedi
Cambiaso non è un esterno offensivo classico. Non ha il cambio di passo di un'ala pura e non vive necessariamente dell'uno contro uno verticale. La sua forza è soprattutto nella lettura dello spazio, nella capacità di associarsi con i compagni e nella possibilità di giocare la palla in maniera imprevedibile.
La sua capacità di utilizzare entrambi i piedi diventa particolarmente interessante quando viene spostato più avanti. Un difensore che lo affronta non può sapere con assoluta certezza quale sarà la soluzione successiva: Cambiaso può andare sul fondo, rientrare, cercare il passaggio interno oppure giocare immediatamente un pallone dentro l'area.
È una caratteristica che diventa ancora più utile contro una difesa schierata e compatta, quando non ci sono grandi spazi da attaccare alle spalle della linea difensiva.
In quelle situazioni non serve necessariamente soltanto un giocatore capace di correre per cinquanta metri. Serve qualcuno che sappia trovare la giocata nello spazio ridotto, creare una superiorità posizionale e mettere il pallone nella zona giusta.
Da terzino, invece, emerge un problema diverso
La scelta di avanzare Cambiaso può essere letta anche dall'altra prospettiva. Il giocatore ha qualità importanti quando può partecipare alla costruzione e alla fase offensiva, ma quando viene lasciato a difendere campo aperto emergono alcune delle sue difficoltà.
Cambiaso non è lento. Il problema è soprattutto la prima accelerazione in fase difensiva, quella necessaria per recuperare immediatamente quando viene attaccato alle spalle o quando deve affrontare un avversario esplosivo in campo aperto.
Un esempio che resta nella memoria è quello della sfida contro la Lazio, quando Gustav Isaksen riuscì ad attaccare la profondità e a sfruttare la situazione di campo aperto. Non è corretto attribuire naturalmente ogni problema difensivo al singolo terzino, perché dietro un'azione del genere esiste sempre una questione di struttura collettiva. Ma il concetto resta: Cambiaso rende probabilmente di più quando può essere lui ad attaccare lo spazio piuttosto che quando deve inseguire quello creato dall'avversario.
La soluzione può essere spostarlo e coprirlo alle spalle
Ed è proprio questo il senso tattico della sperimentazione di Spalletti.
Se Cambiaso viene alzato, la Juventus può utilizzare alle sue spalle un giocatore più adatto alla difesa della corsia. Celik, Kalulu e, in determinate situazioni, anche Kelly possono garantire una struttura differente, permettendo a Cambiaso di concentrarsi maggiormente sulle sue qualità offensive.
Si crea così una sorta di asimmetria della fascia: il terzino può avere compiti più conservativi, mentre Cambiaso occupa una posizione più avanzata e diventa un ulteriore elemento tra le linee o nell'ultimo terzo di campo.
Non sarebbe necessariamente una soluzione da utilizzare sempre. Anzi, il valore dell'idea sta proprio nella sua possibilità di essere utilizzata in funzione dell'avversario.
Lucumí può ampliare le soluzioni di Spalletti
In questo discorso si inserisce anche una possibile operazione di mercato che, a prima vista, potrebbe sembrare scollegata: quella per Jhon Lucumí.
Il difensore del Bologna è un centrale mancino e la Juventus sta lavorando per portarlo a Torino. Le trattative sono in corso e tra le ipotesi sul tavolo c'è anche quella di inserire Juan Cabal nell'operazione, soluzione che permetterebbe ai bianconeri di abbassare il costo dell'operazione.
Ma l'eventuale arrivo di Lucumí avrebbe anche una conseguenza tattica interessante. Avere un altro centrale mancino naturale darebbe a Spalletti maggiore libertà nella gestione del reparto e potrebbe consentire, in determinate partite, di utilizzare Kelly come terzino sinistro.
Kelly, infatti, ha già caratteristiche che gli permettono di occupare quella zona del campo. In questo modo la Juventus potrebbe costruire una fascia nella quale il terzino garantisce maggiore copertura e Cambiaso viene spostato più avanti, senza dover necessariamente rinunciare all'equilibrio difensivo.
In rosa esiste anche Cabal, che può giocare sia da centrale sia da terzino sinistro. Il colombiano, però, finora non sembra aver convinto pienamente e proprio per questo la sua eventuale inclusione nell'operazione Lucumí avrebbe anche una logica tecnica oltre che economica.
Quando Cambiaso può tornare a fare il terzino
Questo non significa infatti che Cambiaso debba smettere di giocare da terzino.
Al contrario, contro determinate squadre la sua presenza sulla fascia bassa può essere ancora molto utile. Soprattutto quando la Juventus avrà bisogno di un giocatore capace di uscire dal pressing, accompagnare la manovra e creare superiorità nella costruzione.
La differenza potrebbe quindi essere rappresentata dal tipo di partita.
Contro un avversario che concede campo e può essere attaccato alle spalle, la velocità difensiva del terzino diventa più importante e Spalletti potrebbe preferire una soluzione più conservativa. Contro una squadra molto bassa, invece, avanzare Cambiaso potrebbe permettere alla Juventus di aggiungere qualità e imprevedibilità sulla trequarti.
Il mercato può cambiare anche le gerarchie sulle fasce
È proprio per questo che le prossime settimane di mercato saranno interessanti anche per capire il ruolo di Cambiaso. L'eventuale arrivo di Lucumí non rappresenterebbe soltanto un rinforzo per la difesa centrale, ma potrebbe aumentare il numero di combinazioni a disposizione di Spalletti.
Con un centrale mancino in più, Kelly utilizzabile sulla fascia e Celik o Kalulu capaci di giocare anche a piede invertito, l'allenatore avrebbe la possibilità di costruire diverse configurazioni senza dover necessariamente cambiare la struttura della squadra.
E in questo scenario Cambiaso potrebbe essere uno dei giocatori più interessanti da spostare sulla linea offensiva.
Una nuova veste per Cambiaso nella Juventus di Spalletti?
La sensazione, dopo questa preparazione, è quindi che Spalletti stia cercando una nuova veste per Cambiaso.
Non un cambio di ruolo definitivo, ma una trasformazione nell'utilizzo del giocatore. Da terzino a esterno alto quando la partita lo richiede, da uomo di fascia a giocatore capace di entrare stabilmente nella zona di rifinitura.
È una soluzione che permette alla Juventus di sfruttare meglio la sua qualità tecnica e la capacità di utilizzare entrambi i piedi, riducendo contemporaneamente alcune delle situazioni nelle quali le sue caratteristiche difensive possono diventare un limite.
E forse è proprio questo il punto più interessante delle prove estive di Spalletti: non sta semplicemente cercando undici titolari, ma sta costruendo diverse Juventus possibili a seconda dell'avversario.
In questo scenario, Cambiaso può diventare una pedina tattica molto più importante di quanto sembri. Un giocatore capace di partire basso, ma anche di essere spostato più avanti; di giocare a destra o a sinistra; di dare ampiezza oppure di entrare dentro al campo.
La sua posizione, quindi, potrebbe non essere più una certezza assoluta. E per Spalletti, paradossalmente, potrebbe essere proprio questa la sua qualità migliore.
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