La statistica che inchioda Di Gregorio, per la Juve è il momento di cambiare
Ieri, nella sfida decisiva per la Champions contro una Fiorentina già salva e senza nulla da chiedere al campionato, non ha funzionato praticamente niente. La Juventus ha approcciato la partita nel peggiore dei modi e le colpe sono da suddividere tra tutti, giocatori e anche allenatore, che oltre ad azzeccare undici titolari e sostituzioni, ha il dovere di evitare cali di tensione, soprattutto nei momenti cruciali. Ma il via alla disfatta lo ha dato indubbiamente il vantaggio della Viola, nato da una lettura sbagliata da parte della difesa, ma anche dall'ennesimo errore di Di Gregorio, sul banco degli imputati ormai da tempo.
Tra chi ritiene giuste le critiche nei suoi confronti e chi, sempre meno, prende le sue difese, ci sono le statistiche, ed una in particolare inchioda il portiere bianconero. Sulle 16 partite in cui l'ex Monza non ha tenuto la porta inviolata, il gol subito è arrivato al primo tiro in ben 12 occasioni, una percentuale altissima e assolutamente lontana dagli standard che dovrebbe garantire un portiere della Juventus. Frenato in parte da limiti tecnici, su Di Gregorio a pesare molto sono anche quelli caratteriali, decisamente più difficili da eliminare, per un ragazzo che forse, semplicemente, non regge il peso della maglia della Juventus, con l'enorme eredità che il ruolo si porta dietro.
Champions, o più probabilmente non Champions, quella del portiere è diventata quindi una priorità assoluta per il club bianconero, la falla tra i pali è costata punti preziosi alla squadra sia in campionato che in Champions e la Juventus non può permettersi una nuova stagione senza certezze in porta. Allora si vada a testa bassa su Alisson, nella speranza che la probabile partecipazione all'Europa League non freni l'entusiasmo del brasiliano, che almeno fino a ieri sembrava ben felice di tornare in Italia e riabbracciare Spalletti.
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