Juve senza Champions, forse c'è qualcosa di positivo: spinta per resettare
La Juve fuori dalla Champions League è oggettivamente un fallimento. Sportivo, ma soprattutto economico. Basti pensare che in questa edizione della Coppa dalle grandi orecchie i bianconeri hanno incassato oltre 64 milioni, pur uscendo ai playoff. C'è però una riflessione da fare. Se da una parte il futuro parrebbe meno roseo proprio per il motivo di cui sopra, dall'altra potrebbe essere l'occasione per un reset vero della rosa e non solo. Intanto ai piani alti della dirigenza, per esempio, il raggio d'azione di Comolli potrebbe subire una riduzione. Modesto quanto meno è in bilico, onestamente difficile capire quale sia la sua reale mansione all'interno della dirigenza, quindi il suo livello di apporto. Chiellini invece pare destinato a crescere.
Spostandoci sull'area meramente tecnica, la Juve e Spalletti continueranno insieme? Conoscendo Luciano resta qualche dubbio e non solo per le sue parole post Fiorentina: "Incontrerò Elkann per capire anche il lavoro di me stesso". Certamente vorrà capire anche se i piani di mercato resteranno gli stessi, nel caso, molto probabile, di mancata qualificazione alla prossima Champions. Fermo restando un'analisi su se stesso per capire perché non sia riuscito a dare a questi giocatori la forza mentale, la cui carenza è evidente. A proposito, con la mesta Europa League, c'è la possibilità di fare un reset vero sulla rosa. Intanto serve più qualità, ma soprattutto basta elementi palesemente in difficoltà con la maglia bianconera addosso e sono diversi. Serve altro e in molti casi prima uomini, poi giocatori.
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