Le contropagelle di Sanfelici: "La Juve non batteva il Benfica dal 1993"
La Juve ha battuto il Benfica, conquistando i playoff di Cahmpions League. Ultimo match la settimana prossima contro il Monaco, c'è qualche flebile speranza di guadagnare l'accesso diretto agli ottavi. Il giorno dopo la vittoria di Spalletti contro Mourinho, le contropagelle di Marco Sanfelici.
DI GREGORIO 6,5 La prima volta, dopo un tempo infinito, in cui pare che la Juve abbia un portiere tra i pali. La sensazione è quella di un estremo difensore all’altezza del ruolo. Sia chiaro, non è Zamora o Iribar, Mayer o Zubizarreta, ma le parate di stasera sono pulite, perentorie, convinte. E come sempre, Eupalla premia l’eroe e fa scivolare Pavlidis nel calciare il rigore, consumando una scena adatta a “Mai dire gol”
KALULU 6 Cincischia troppe volte. Efficace nelle coperture, ma molto meno preciso nei rilanci e nelle ripartenze. Per fortuna dalla sua parte il Benfica gioca, gioca, gioca, ma senza tanto costrutto. Evita ripartenze altrui, ottima cosa, per la notevole organizzazione difensiva che il mister ha inculcato.
BREMER 6,5 Peccato quel contrasto che causa il “rigorino”. Per tutto il resto, non c’è “mastercard”, ma la sua applicazione. La Juventus non soffre mai al centro della difesa e sbatte la porta in faccia ai tentativi lusitani.
KELLY 6 Prende scioccamente un’ammonizione da evitare e continua a tenere la maglia di Prestianni troppo a lungo perché non intervenga l’arbitro (il cognome andatevelo a leggere) a comandare una punizione. Non commette errori, ma in altre occasioni è piaciuto molto di più.
CAMBIASO 6 Avviso ai naviganti: sulla parte destra della lavagna non ci sono segni, dunque errori grossolani uguale zero. Raddoppia Yildiz costantemente per sollevarlo dalla solitudine e detta spesso il passaggio per il triangolo. La sua parte per un equilibrio di campo viene svolta con discreta concretezza. Va bene così. (CABAL 5,5 Spalletti lo inserisce per aumentare la zona da presidiare per non correre pericoli inutili. Il colombiano comunque trova la maniera di confezionare qualche pallone da far tremare e l’allenatore si incavola come pochi.
McKENNIE 7,5 La mossa del mister ad inizio ripresa ad impiegare Chico per sparigliare le carte, consente all’americanino di entrare finalmente in partita. E ci entra talmente abbondante da risultare il migliore dei bianconeri, in fatto di concretezza davanti a Trubin. Dapprima si palesa alla sua maniera in mezzo all’area, ma il pallone viene respinto, poi alla seconda occasione, grazie ad una triangolazione stretta con David, Weston non perdona. Ci sarebbe anche l’azione del possibile 3 a 0, ma Trubin smanaccia sul palo. Non penso di dire un’eresia se affermo che McKennie è il vero centravanti della Juventus.
LOCATELLI 7,5 Comincio dal fondo: all’uscita dal campo per sostituzione l’Allianz Stadium decreta la “standing ovation” al capitano: così lontani sono i fischi di tanto tempo fa. Stasera Manuel ha letteralmente dominato in mezzo al campo, in fatto di servizi, suggerimenti, lanci illuminanti e contrasti a iosa, l’ultimo dei quali a salvare alla grande un tiro ravvicinato e letale. Degno capitano in maglia bianconera. (KOOPMEINERS S.V. Ormai serve solo per far tributare a qualche compagno il giusto riconoscimento dai tifosi)
THURAM 7 Gara di completamento della ritrovata condizione psicofisica. Le sue folate sono rasoiate che squarciano le difesa benfiquista, talmente artistiche da sembrare tele di Lucio Fontana. E se David lo mette in condizione di concludere, portando via anche un uomo ad aprirgli lo spiraglio, non ci pensa un attimo a insaccare a fil di palo la rete del vantaggio e probabilmente della qualificazione ai play off.
MIRETTI 5 Dispiace, ma appena si alza il livello, la quantità di pagnotte che deve ancora mangiare e digerire lo sotterra. 40 minuti alla ricerca della posizione e di se stesso ed infine un colpo di testa interrogativo che sorvola la traversa. Per fortuna domenica si ritorna in campionato. (CONCEICAO 7 La mossa che decide la contesa. Fuori Miretti, dentro Chico. E che Chico! Forse non tutti ricordano le chiavette che venivano saldate sui coperchi delle scatolette di carne per i pranzi “al sacco”, Ecco, Conceiçao apre le difese come si apriva la simmenthal. Ogni certezza del Benfica salta per aria con la prima perforazione dalla destra. Obrigado)
YILDIZ 6 Tanto impegno, tanto sudore, tanta voglia di centrare l’obbiettivo, ma alla prova dei fatti, è più il fumo che l’arrosto. Va vicino all’angolino sinistro nel primo tempo, ma spesso è costretto a retrocedere nella ripresa, limitando di molto la pericolosità. Meglio comunque che resti alto, perché alcune giocate basse non sono per nulla piaciute. (KOSTIC S.V. Grande battuta su punizione, ma non ci arriva nessuno)
DAVID 6,5 Se lo merita tutto. Non è una punta micidiale, ma se si tratta di dialogare con qualche compagno, dimostra che non è privo di doti. Partecipa attivamente ad entrambe le reti, dapprima congelando la palla che Thuram infila a fil di palo e triangolando di giustezza con McKennie nel raddoppio. Purchè la si butti dentro. (OPENDA S.V. Prima di entrare si prende un ceffone brutto da Spalletti, sorride, ma la “patlà” la sente. Fa del suo meglio, ma non è cosa)
SPALLETTI 7 Degno vincitore del duello con l’ex “SpecialOne”. Ripresenta la miglior formazione attuale (ahi, Lucio, perché non a Cagliari?) e non lesina ad affrontare i portoghesi aspettandoli e ripartendo per tutti i primi 45 minuti della gara. Non si molla di un metro, segno evidente che i “ragazzi” stanno lievitando anche mentalmente. Si accorge che Miretti non è in serata e lo toglie senza indugio, calando la carta Chico, che costringe la difesa avversaria ad allargarsi e quindi a perdere le distanze. I primi 10 minuti del secondo tempo sono sofferenza pura, ma la squadra non si disunisce e reagisce dapprima con Conceiçao e poi con Locatelli che butta un pallone al centro, lavorato da David e concluso da Kephrem. Merito suo se la Juve non si accontenta e, dato che sente l’odore del sangue, va a concludere il lavoro in breve tempo. Mentalità europea? Non esageriamo, ma la strada è quella. E’ il condottiero che la Juve stava cercando da troppo tempo? Forse, ma ci sono “lavori in corso” a tale proposito. Anche Madonna Fortuna incomincia ad interessarsi ai colori bianconeri e non si può che esserne favorevolmente sorpresi, leggasi palo biancorosso sul 2 a 0 e il rigore da “Oggi le comiche”.
Si volta pagina anche se tra una settimana pure la qualificazione diretta sarà in gioco. Ora testa al Napoli, per dare un ulteriore senso alla rincorsa di qualcosa di più del quarto posto in campionato.
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