McKennie nella storia della Juventus in Champions: l’americano dei gol pesanti è diventato imprescindibile

McKennie nella storia della Juventus in Champions: l’americano dei gol pesanti è diventato imprescindibileTUTTOmercatoWEB.com
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Ieri alle 23:40Primo piano
di Nerino Stravato

Weston McKennie entra di diritto nella storia della Juventus in Champions League e lo fa con una statistica che pesa: 9 gol nella competizione, secondo miglior centrocampista bianconero di sempre alle spalle soltanto di Pavel Nedvěd. Davanti a lui restano nomi leggendari, ma dietro ci sono Vidal, Zidane, Conte, Pjanić, Marchisio. Numeri che raccontano una verità ormai difficile da ignorare: McKennie è un centrocampista che incide, soprattutto nelle notti europee.

I suoi gol in Champions League non sono mai casuali o di contorno. Sono reti che arrivano nei momenti chiave, quando il livello della partita si alza e servono tempismo, lettura dello spazio e personalità. Il manifesto resta quello della sua prima stagione alla Juventus, al Camp Nou contro il Barcellona: inserimento perfetto, coraggio nell’attaccare l’area, freddezza da veterano in uno stadio simbolo del calcio mondiale. Da lì in poi, McKennie ha continuato a colpire nelle partite che contano.

Il segreto del suo rendimento europeo è sempre stato lo stesso: non è un centrocampista statico. McKennie interpreta lo spazio, sente il momento in cui buttarsi dentro, diventa una seconda punta aggiunta quando la Juventus schiaccia l’avversario. In un calcio sempre più tattico, la sua capacità di rompere gli schemi con gli inserimenti è un’arma preziosa, soprattutto in Europa, dove le difese sono organizzate e i dettagli decidono tutto.

Con l’arrivo di Luciano Spalletti, questa qualità è diventata centrale nel progetto. McKennie è oggi uno dei giocatori più utilizzati e più ascoltati dall’allenatore: per intensità, per affidabilità tattica e per la capacità di ricoprire più ruoli senza perdere efficacia. Da mezzala a esterno, da incursore a uomo d’area, cambia posizione ma non cambia peso specifico. E continua a portare gol, un dato fondamentale per una squadra che spesso deve affrontare difese chiuse.

Non è un caso, quindi, che la Juventus stia lavorando al rinnovo di contratto. Non si tratta di un premio, ma di una scelta tecnica e strategica. McKennie è stato un punto fermo per allenatori diversi e lo è oggi per Spalletti: segno che il suo valore va oltre i sistemi di gioco. La sua presenza garantisce equilibrio, aggressività e profondità offensiva, tre elementi chiave nel calcio moderno.

Essere secondo solo a Nedvěd in una classifica del genere non è solo una curiosità statistica. È la conferma che Weston McKennie, spesso sottovalutato, si è costruito un posto nell’élite europea della Juventus. E considerando la centralità che ha oggi nel progetto e la fiducia totale del club, la sensazione è che il suo cammino in Champions con la maglia bianconera non sia affatto finito.