Metamorfosi bianconera: com'è nata la nuova Juve di Spalletti
Quando il pericoli aumentano, meglio correre ai ripari: così Spalletti ha deciso di cucire un nuovo vestito tattico alla sua Juve. Dopo però il colloquio post Lazio con i giocatori. L'allenatore avrebbe chiesto ai suoi ragazzi quale fosse la formula adatta per sentirsi più sicuri ed è venuto fuori il 3-5-2, 5-3-2 se letto in fase di non possesso. Insomma il cambio è avvenuto per la necessità di rialzare il muro arretrato. Stando alle rivelazioni de La Gazzetta dello Sport, Lucio si è messo dalla parte dei giocatori. E qui come al solito c' stata una divisione tra i tifosi e addetti ai lavori. Da una parte chi è convinto si tratti di perdita di autorevolezza da parte di Spalletti, dall'altra invece la corrente di pensiero che la ritiene una mossa intelligente. Comunque sia, il bene della squadra davanti a tutto e tutti.
La Juve per il momento va bene, così, magari il nuovo modulo è provvisorio. In ogni caso, con il 3-5-2 certamente la linea difensiva ha maggiore protezione viene rafforzato anche il cuore del centrocampo, con benefici soprattutto per Douglas Luiz. Koopmeiners da una parte e McKennie dall'altra permettono al brasiliano maggiore libertà di azione, insomma deve fare meno fase di non possesso. Il modulo non è pero rigido perché lo statunitense all'occorrenza diventa il trequartista dietro alle due punte. A proposito, la coppia Kolo Muani-Woltemade non sta dando i frutti sperati, soprattutto per lo stato di forma non eccelso del francese. Non si esclude l'impiego di Alajbegovic o Boga come seconda punta. In attesa che rientrino gli infortunati. Yildiz in primis.
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