NextGen, Chiellini: "Noi pionieri in Italia per le seconde squadre. Con Brambilla la giusta continuità"

NextGen, Chiellini: "Noi pionieri in Italia per le seconde squadre. Con Brambilla la giusta continuità"TUTTOmercatoWEB.com
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di Giulia Borletto

A tu per tu con Claudio Chiellini, l'Head of Next Gen Area. L'intervista è presente sul sito della Juventus e spazia dal rendimento della squadra, al mercato fino al lavoro delle seconde squadre. "Sicuramente fa piacere essere riusciti a trovare una continuità di rendimento. Siamo partiti molto bene in campionato, poi abbiamo avuto un periodo difficile, complice anche qualche infortunio. Sicuramente aver dato continuità alla guida tecnica con Brambilla ci ha permesso di preparare la stagione in anticipo e di studiare i percorsi di crescita giusti per ogni calciatore.

Il mercato? Quello della Next Gen è sempre dinamico e lo è stato anche in quest'ultima sessione. Sono tornati profili come Cerri e Mulazzi, giocatori che conoscono bene l’ambiente Juventus e che cercano continuità. Tra i nuovi, Gunduz si è inserito immediatamente grazie alla sua esperienza in Italia, mentre i due ragazzi provenienti rispettivamente dai settori giovanili di Bayern Monaco e Manchester City – Licina e Oboavwoduo – possiedono grandi qualità tecniche e necessitano solo di un breve periodo di adattamento al calcio italiano. Inoltre Mazur è stato promosso in Next Gen dall'Under 20 nel corso di questa stagione. La nostra volontà, insieme a Massimiliano Scaglia, è quella di creare il più possibile un gruppo unico tra queste due squadre e lo abbiamo dimostrato con la partecipazione di una nostra rappresentativa alla Premier League International Cup in cui c'è stata grande collaborazione anche tra gli staff.

ll nostro lavoro di scouting è un lavoro al plurale, perché i giocatori non li acquista mai solo il direttore sportivo, ma fa parte di un processo che comprende tante persone. Parlando nello specifico di Puczka, siamo contenti di quello che sta facendo David. Sicuramente a livello statistico, per quanto concerne gol e assist, le prestazioni che sta facendo sono sotto gli occhi di tutti. Questo discorso vale per lui, ma non solo. Cerchiamo sempre di conoscere il ragazzo prima di acquistarlo, di andarlo a vedere di persona e di stare con lui per capire anche a livello caratteriale se è in grado di stare nell'ambiente Juventus. La mentalità, la forza di volontà e la voglia di migliorarsi sempre stanno alla base di quello che deve essere un giocatore della Juventus. Negli anni abbiamo visto che arrivano in Prima Squadra i calciatori che non solo tecnicamente hanno qualcosa in più, ma che eccellono anche in queste qualità. Abbiamo una struttura scouting che in questo momento fa capo a Sergio Carnesalini, che lavora in Italia e all'estero; il merito non è mai solo del direttore che acquista, ma è più ampio e va condiviso in egual misura con le persone che girano l'Europa settimanalmente a monitorare questi calciatori. Purtroppo, oggi, troppo spesso nel calcio si parla al singolare; in verità, però, le persone coinvolte in queste dinamiche sono tantissime.

Il futuro delle seconde squadre? La Juventus è stata pioniera in Italia, progettando la Seconda Squadra anni prima del debutto ufficiale nel 2018. L'auspicio per il futuro è che il progetto venga esteso a tutte le società di Serie A attraverso una riforma che obblighi l’iscrizione di seconde squadre, non solo in Serie C, ma anche in Serie D. Campionati come la Serie D sono palestre fondamentali: ne sono la prova Gatti e Cambiaso, oggi in Prima Squadra, ma cresciuti proprio nelle categorie dilettantistiche".