Tonali costa troppo e la Juve studia il piano B a parametro zero: Rúben Neves

Tonali costa troppo e la Juve studia il piano B a parametro zero: Rúben NevesTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
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di Massimo Reina
La Juventus vuole smettere di rattoppare e tornare a costruire il cuore della squadra, quello che comanda il ritmo e decide il destino delle partite,

Sandro Tonali resta il grande sogno della Juventus per rifondare il centrocampo, ma il prezzo imposto dal Newcastle – si parla di 100 milioni di euro – rende l’operazione estremamente complessa. I bianconeri non mollano la pista dell’azzurro, ci proveranno fino all’ultimo, ma intanto si muovono con lucidità e pragmatismo: serve un’alternativa di alto livello. E il nome cerchiato in rosso è quello di Rúben Neves.

Il 28enne portoghese dell’Al-Hilal rappresenta una delle opportunità più intriganti a parametro zero in vista di giugno. Profilo internazionale, leadership naturale, piedi educati e personalità da comandante: Neves è un regista moderno, capace di dettare i tempi, recuperare palloni e prendersi responsabilità nei momenti caldi. Non è solo tecnica: è struttura, è garra, è cervello.

Nel pieno della maturità calcistica, l’ex Wolverhampton unisce esperienza europea e solidità mentale. Qualità che alla Juventus mancano da anni in mezzo al campo, tra tentativi incompiuti e stagioni vissute a metà. Neves sarebbe un innesto immediatamente funzionale, pronto, senza bisogno di apprendistato.

Se il quadro dovesse completarsi con altri colpi mirati – da Bernardo Silva a parametro zero, passando per la conferma di certezze come Thuram, Locatelli e McKennie – la Juve potrebbe ritrovarsi in pochi mesi con un centrocampo finalmente da Champions League, dopo troppo tempo passato a inseguire equilibrio e identità.

Rúben Neves, in questo scenario, non sarebbe soltanto un’alternativa a Tonali. Sarebbe un segnale politico e tecnico: la Juventus smette di rattoppare e torna a costruire. Il cuore della squadra, quello che comanda il ritmo e decide il destino delle partite, non può più aspettare. E questa volta, la sensazione, è che a Torino lo sappiano benissimo.