Pagelle Juve-Lecce, rigore sbagliato, palo e beffa: Madama si ferma al pareggio

Pagelle Juve-Lecce, rigore sbagliato, palo e beffa: Madama si ferma al pareggioTUTTOmercatoWEB.com
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sabato 3 gennaio 2026, 20:14Primo piano
di Alessia Mingione

Inizio d'anno non proprio positivo per la Juventus che, non riesce ad andare oltre l'1-1 con il Lecce. Di seguito, le pagelle del match.

Di Gregorio 6 – Viene preso d'assalto dal destro di Banda, che lascia il portiere impietrito per poter reagire. Poteva fare nettamente di più, ma di fatto, l’unica vera conclusione pericolosa che arriva nello specchio si trasforma in gol. Per il resto, ordinaria amministrazione e serata da spettatore non pagante.

Kalulu 6 – Presidiare la corsia destra è il suo compito e lo svolge con ordine e attenzione. Chiude gli spazi, legge bene le situazioni e nella ripresa, quando la Juve alza il baricentro, trova anche energie per accompagnare l’azione offensiva con continuità. Senza fronzoli, ma affidabile.

Bremer 6 – Camarda e Stulic finiscono risucchiati nella sua marcatura: praticamente mai in partita. Per il centrale brasiliano è una gara di gestione, senza particolari affanni o interventi spettacolari. Il muro resta in piedi, anche se la serata non richiede straordinari.

Kelly 6 – Prestazione speculare a quella di Kalulu. Attento nelle letture difensive, puntuale negli interventi e progressivamente più intraprendente quando la Juve prova l’assalto finale. Dimostra personalità e discreta spinta, soprattutto nel forcing conclusivo.

McKennie 7 – In questo momento è il cuore pulsante della Juventus. Nel primo tempo è ovunque: si muove senza dare punti di riferimento, attacca gli spazi, pressa e si propone come una scheggia impazzita. E quando serve qualcuno per rimettere in piedi la partita, chi se non lui? Si fa trovare al posto giusto, nel momento giusto, firmando il pareggio. Essenziale.
Dall’82’ Adzic SV.

Thuram 5 – Il confronto con il Thuram della scorsa stagione è impietoso. Quello che spaccava il campo con fisicità e progressioni sembra un lontano parente. Fatica a entrare nel ritmo, perde duelli e non riesce a dare peso al centrocampo bianconero. Serata storta.
Dal 69’ Koopmeiners 5.5 – Doveva dare qualità e ordine, ma il suo contributo resta evanescente e poco incisivo.

Locatelli 6 – Non una prova negativa per il capitano, anzi. Qualche sbavatura in regia c’è, soprattutto in fase di uscita, ma resta centrale nel gioco della Juventus. Recupera palloni, detta i tempi e prova spesso la verticalizzazione. La precisione non è sempre impeccabile, ma l’impatto sulla gara è evidente.
Dal 75’ Openda 4.5 – L’errore a porta vuota grida vendetta. Un’occasione colossale gettata alle ortiche che pesa come un macigno sul risultato finale.

Cambiaso 4.5 – Parte forte e illude: sfiora il gol (Falcone gli dice no), serve palloni invitanti e sembra acceso. Poi il blackout. Sbaglia sotto porta e soprattutto firma un passaggio orizzontale sciagurato che spalanca l’autostrada al gol di Banda. Superficialità pura, lo specchio di una stagione fin qui troppo altalenante.
Dal 69’ Kostic 6 – Entra con buon piglio: sfiora il gol con un diagonale e mette dentro diversi cross insidiosi.

Conceição 5 – Fumoso e poco concreto. Il gioco si sviluppa molto sull’asse di Yildiz, riducendo le sue opportunità, ma quando ha il pallone tra i piedi manca precisione sia nei cross che nelle scelte finali. Serata senza acuti.
Dal 45’ Zhegrova 6.5 – Il suo ingresso dà una scossa immediata: avvia l’azione del pareggio di McKennie. Col passare dei minuti però si spegne anche lui.

Yildiz 7 – Quando parte palla al piede sembra volare. È il vero talento creativo della Juventus: inventa, rifinisce, calcia e costringe la difesa avversaria a rincorrere. Tutto passa dai suoi piedi, compresa l’azione del gol del pareggio. Quel palo nel finale trema ancora: sarebbe stato il giusto premio.

David 4 – L’avvio è incoraggiante: colpo di testa, Falcone devia sul palo. Poi il buio. Errori tecnici in serie, scelte sbagliate e poca lucidità. Il punto più basso è il rigore: un cucchiaio inspiegabile, mal eseguito e fuori contesto. Un episodio che rischia di pesare anche sul piano mentale.

All. Spalletti 5.5 – Il pareggio lascia l’amaro in bocca, soprattutto per quanto prodotto nei primi minuti e non capitalizzato. La doccia fredda arriva allo scadere del primo tempo e nemmeno le mosse dalla panchina riescono a cambiare l’inerzia. Neanche la carta Zhegrova, stavolta, basta a raddrizzare del tutto la serata.