Salah-Juventus, perché Spalletti ci crede: esperienza, leadership e gol per rilanciare i bianconeri
Tra le suggestioni di mercato che stanno accompagnando la nascita della nuova Juventus targata Luciano Spalletti, ce n'è una che più di tutte accende la fantasia dei tifosi: quella che porta a Mohamed Salah. La notizia della telefonata tra il tecnico bianconero e il fuoriclasse egiziano è già rimbalzata nelle ultime ore, ma al di là della fattibilità dell'operazione resta una domanda: cosa potrebbe dare davvero Salah alla Juventus?
La risposta è semplice: tantissimo. Non soltanto dal punto di vista tecnico, ma anche sotto l'aspetto della leadership, dell'esperienza internazionale e della mentalità vincente. Tutte caratteristiche che oggi alla Juventus servono forse ancora più dei numeri.
A 34 anni Salah non possiede più l'esplosività devastante che aveva quando Spalletti lo allenava alla Roma. Il tempo passa per tutti e anche uno dei più grandi esterni offensivi dell'ultimo decennio ha inevitabilmente modificato il proprio modo di stare in campo. Eppure la qualità è rimasta intatta. Lo dimostra una carriera straordinaria che lo ha visto diventare una leggenda del Liverpool, club con cui ha vinto praticamente tutto, dalla Champions League alla Premier League, scrivendo pagine di storia e diventando uno dei giocatori più rappresentativi dell'intero calcio inglese.
Dopo gli inizi in Egitto, il passaggio al Basilea, le esperienze in Italia con Fiorentina e Roma, e l'esplosione definitiva in Premier League, Salah è diventato un punto di riferimento assoluto del calcio mondiale. Un percorso che gli ha permesso di accumulare un bagaglio di esperienza che oggi potrebbe fare la differenza anche in uno spogliatoio giovane come quello bianconero.
Lo stesso Spalletti conosce perfettamente le qualità dell'egiziano. Fu proprio sotto la guida dell'attuale allenatore juventino che Salah mostrò in Italia alcune delle sue migliori qualità: velocità, capacità di attaccare la profondità, uno contro uno devastante e una straordinaria facilità nel trovare la porta. Oggi quelle caratteristiche si sono evolute. Salah è diventato un giocatore più maturo, più intelligente tatticamente e capace di incidere anche senza dover necessariamente puntare sempre sull'accelerazione.
La conferma è arrivata anche al Mondiale 2026. Nell'esordio del suo Egitto contro il Belgio, terminato 1-1, Salah ha disputato 76 minuti da leader tecnico della squadra. Pur senza trovare il gol, ha servito l'assist per il vantaggio firmato da Haskell e ha guidato l'attacco egiziano con la personalità che da anni lo contraddistingue.
Dal punto di vista tattico, l'eventuale arrivo di Salah offrirebbe a Spalletti una soluzione di altissimo livello. L'egiziano può partire da destra per rientrare sul mancino, ma può anche agire da seconda punta, da trequartista o persino da riferimento offensivo centrale in alcune situazioni di gara. Una duttilità che permetterebbe all'allenatore bianconero di costruire diverse varianti offensive senza perdere qualità.
Ma il vero valore aggiunto potrebbe essere un altro. In una Juventus che sta cercando di aprire un nuovo ciclo, la presenza di un campione abituato a vincere potrebbe avere un impatto enorme sui più giovani. Non sarebbe soltanto un acquisto per il presente, ma anche una figura capace di trasmettere cultura del lavoro, mentalità internazionale e abitudine alla pressione delle grandi competizioni.
In questo senso il paragone con quanto accaduto recentemente con Luka Modric è inevitabile. Quando un campione di quel livello entra in uno spogliatoio, il contributo non si misura soltanto in gol o assist. Si misura nella capacità di alzare il livello di tutti quelli che gli stanno attorno.
Certo, la trattativa resta estremamente complicata. Le sirene dell'Arabia Saudita continuano a essere fortissime e i club sauditi sono pronti a mettere sul tavolo cifre fuori dalla portata di qualsiasi società italiana. Inoltre la mancata partecipazione della Juventus alla prossima Champions League rappresenta un ostacolo non banale.
Eppure una piccola speranza continua a esistere. Il rapporto tra Salah e Spalletti è sempre stato eccellente e lo stesso fuoriclasse egiziano ha più volte indicato il tecnico italiano come uno degli allenatori più importanti della propria carriera. Proprio questo legame potrebbe rappresentare l'unico vero spiraglio per una delle operazioni più affascinanti dell'estate.
Oggi parlare di Salah alla Juventus significa soprattutto parlare di una suggestione. Ma è una suggestione che racconta bene la direzione che il club vuole prendere: riportare a Torino campioni capaci di fare la differenza in campo e fuori. E in questo identikit pochi giocatori al mondo sono credibili quanto Mohamed Salah.
Iscritta al tribunale di Torino al n.70 del 29/11/2018
Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore responsabile Antonio Paolino
Aut. Lega Calcio Serie A 21/22 num. 178

