Spalletti: "McKennie gioca dove gli pare. Carnevali? Ecco cosa ci lega..."
L'allenatore della Juventus, Luciano Spalletti, nel corso della sua lunga intervista ai microfoni di Tuttosport, continua a parlare della sua esperienza in bianconero.
"Smettere dopo aver vinto con la Juve? Chi ha fatto un percorso come il mio capirà quando dovrà smettere: è un momento che si presenterà in maniera chiara davanti ai miei occhi. Non è una fase che sto programmando".
"La regola per dedicare tempo ai tifosi? Abbiamo messo una regolina quest’anno: cinque minuti i giocatori li devono dedicare a tutti quando arriviamo negli alberghi delle varie città. Dobbiamo avvicinare le persone a noi".
"La Juve dello scorso anno era vicina al mio Napoli per un momento? Sì, avevamo risolto il quesito fondamentale di chi fossimo veramente. Ma ci sono successi tre/quattro episodi che hanno interrotto il ritmo, come dei falli tattici subiti".
"Cosa mi ha fatto male alla fine dello scorso campionato? Non aver mantenuto il livello altissimo di gioco espresso per quasi tutta la stagione: ci è costata la Champions".
"Carnevali? Ci legano professionalità, amicizia e abbracci. I direttori, compresi Massara e Ottolini, sono competenti e affidabili. Mi basta questo per stare bene".
"McKennie? Per lui abbiamo creato la “Weston Zone”, lui conosce ogni angolo del campo. Già dentro i video che andiamo a comporre raccontano molto del suo carattere, della sua personalità. È una persona bella e viva, ti si mostra da solo. Lui ti dice: “Io sono fatto così”. È un grande uomo che sa fare tantissime cose. È mediano, centrocampista, trequartista, gioca dove gli pare. Wes ha lo zaino pieno di medaglie da distribuire a chi l’ha allenato e a chi lo allenerà. L’universalità è la nuova specializzazione nel calcio: conoscere tutto il campo è un obbligo ormai. Anche Simone Perrotta era molto simile per come sapeva adattarsi alle situazioni tattiche di squadra: era un cavallino che trovavi sempre in movimento".
"Chi è cresciuto con me? Rispetto al momento in cui l’ho conosciuto certamente Douglas Luiz".
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