Adžić, numeri da grande: la Juve ha un tesoro da riportare a Torino
La doppietta realizzata con il Montenegro contro la Lettonia ha acceso definitivamente i riflettori su Vasilije Adžić. Il classe 2006 ha segnato due volte nel successo per 2-1 a Riga, portando a 6 gol e 1 assist in 9 presenze il suo bottino stagionale tra Sassuolo e Nazionale. Numeri impressionanti per un ragazzo che la Juventus ha scelto di mandare in prestito proprio per permettergli di giocare con continuità.
La scelta del Sassuolo sta pagando
Adžić è arrivato in estate al Sassuolo di Alberto Aquilani con un obiettivo preciso: trovare quello spazio che alla Juventus, nonostante le qualità, era ancora difficile garantirgli. In neroverde il montenegrino ha trovato minuti, fiducia e soprattutto un ruolo nel quale può esprimere maggiormente il proprio talento.
Il percorso è già significativo: 4 gol e 1 assist con il Sassuolo, ai quali si sono aggiunte le due reti realizzate con il Montenegro. Ha segnato contro Cesena, Bologna, Monza e il gol vittoria proprio contro i suoi ex compagni, prima della doppietta in Nazionale. E non sono soltanto i numeri a impressionare: Adžić sta mostrando personalità e una capacità sempre maggiore di incidere anche partendo dalla panchina.
Aquilani gli ha costruito un ruolo su misura
Uno degli aspetti più interessanti della sua crescita è il modo in cui Aquilani lo sta utilizzando. Adžić parte spesso da mezzala, ma ha libertà di muoversi sulla trequarti e di avvicinarsi alla porta. Una posizione che gli permette di sfruttare la qualità tecnica, la capacità di inserirsi e soprattutto il tiro.
Alla Juventus queste caratteristiche si erano già intraviste, ma senza la continuità necessaria per trasformarle in rendimento. A Sassuolo, invece, il montenegrino sta imparando a essere protagonista. E la doppietta con la Lettonia è l'ennesima conferma di una crescita che ormai non può più essere considerata soltanto una promessa.
La Juve lo aveva già visto: ora deve riprenderselo
Il percorso bianconero di Adžić era iniziato nell'estate 2024. Dopo il passaggio dalla Next Gen, il centrocampista aveva cominciato ad affacciarsi anche in prima squadra, riuscendo a lasciare il segno soprattutto con quel gol nel 4-3 contro l'Inter che aveva regalato alla Juventus una delle vittorie più emozionanti della scorsa stagione.
Il problema non era mai stato il talento. Era la continuità. La concorrenza e la necessità di giocare con maggiore regolarità avevano finito per limitarne lo spazio. Da qui la decisione di mandarlo al Sassuolo: non una bocciatura, ma un investimento sulla sua crescita.
Il Sassuolo può riscattarlo, ma la Juve si è tutelata
La formula dell'operazione racconta bene le intenzioni della Juventus. Il Sassuolo ha ottenuto Adžić in prestito oneroso per 500 mila euro, con diritto di riscatto fissato a 12 milioni. I bianconeri, però, hanno mantenuto un diritto di controriscatto da esercitare pagando 1,7 milioni.
In altre parole, la Juventus ha lasciato al Sassuolo la possibilità di valorizzare il giocatore, ma si è tenuta una porta spalancata per riportarlo a Torino. E dopo questo avvio di stagione, è difficile pensare che quella porta non venga presa seriamente in considerazione.
Carnevali parla di giovani: Adžić è esattamente il modello
Nel suo intervento al Festival dello Sport, Giovanni Carnevali ha insistito molto sulla necessità di puntare sui giovani di prospettiva e sulla difficoltà, per la Juventus, di competere sul mercato per i giocatori già affermati. Non ha indicato pubblicamente Adžić come uno dei giocatori da riportare a Torino, ma il montenegrino rappresenta perfettamente quel tipo di investimento.
Un giovane acquistato dalla Juventus, mandato a giocare in un contesto funzionale alla sua crescita e oggi protagonista in Serie A e con la propria Nazionale. È esattamente il modello che permette a un club di valorizzare un talento senza perderne il controllo.
Il vero colpo potrebbe essere il ritorno di Adžić
È ancora presto per parlare di consacrazione definitiva. Il campionato è appena iniziato e Adžić deve dimostrare di poter mantenere questo livello per tutta la stagione. Ma la differenza rispetto al passato è evidente: oggi gioca, segna e si sente importante.
Ed è proprio quello che la Juventus voleva ottenere dal prestito. Se continuerà così, a fine stagione la domanda non sarà più se Adžić sia pronto per tornare a Torino, ma come trovargli spazio nella nuova Juventus. Perché perdere un talento che sta esplodendo a vent'anni, avendosi peraltro conservato il diritto di riportarlo a casa a condizioni già stabilite, sarebbe un errore che la Juventus difficilmente potrebbe permettersi.
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