Spalletti rimette la Juventus al centro: il progetto conta più del risultato

Spalletti rimette la Juventus al centro: il progetto conta più del risultatoTUTTOmercatoWEB.com
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di Nerino Stravato

La conferenza stampa di Spalletti alla vigilia del derby contro il Torino non è stata soltanto l’avvicinamento all’ultima giornata di campionato. È stata anche una risposta forte a tutto quello che si è creato attorno alla Juventus dopo la pesante sconfitta contro la Fiorentina, risultato che ha tolto ai bianconeri la possibilità di essere padroni del proprio destino nella corsa Champions.

La situazione resta complicata: la Juventus dovrà vincere il derby e sperare che almeno due tra Como, Roma e Milan non riescano a ottenere i tre punti. Uno scenario difficile, che nelle ultime ore ha alimentato tensioni, voci e persino ipotesi clamorose.

In settimana infatti si è parlato addirittura di possibili dimissioni di Spalletti, quasi ribaltando completamente il peso della situazione, come se fosse il tecnico a dover decidere se restare o meno alla Juventus e non viceversa.

Ed è proprio qui che le parole dell’allenatore assumono un significato molto più profondo.

Quando Spalletti dice che “un episodio non può cambiare nulla”, sta mandando un messaggio chiaro: esiste un progetto che va oltre il singolo risultato. E soprattutto sta ribadendo un concetto molto importante per il mondo Juventus: la Juventus resta la Juventus indipendentemente da un punto in più o in meno.

Il tecnico ha praticamente fatto capire di sentirsi totalmente dentro il progetto bianconero. Non ha mai pensato alle dimissioni, ha ribadito di aver fatto una scelta giusta accettando la Juventus e ha sottolineato come il percorso sia già stato programmato con la società.

C’è un passaggio molto significativo anche quando parla del suo modo di vivere il contratto: Spalletti ha sempre fatto capire, già in passato, che non sarebbe mai il contratto a impedirgli di fare un passo indietro qualora fosse la società a non ritenerlo più l’uomo giusto. Lo ha fatto anche in Nazionale, rinunciando economicamente a situazioni importanti. E anche alla Juventus il concetto sembra lo stesso: lui vuole esserci, vuole costruire, vuole andare avanti, ma sa bene che alla fine il giudizio definitivo spetta sempre al club.

Ed è proprio questo che emerge dalle sue parole: non la difesa personale della propria posizione, ma il riconoscimento del peso della Juventus sopra qualsiasi individualità.

Naturalmente la stagione ha mostrato limiti evidenti. La Juventus non può considerare normale arrivare all’ultima giornata sperando nei risultati delle altre per conquistare un quarto posto. Serviranno inevitabilmente valutazioni profonde, cambiamenti societari, miglioramenti strutturali e probabilmente anche un’evoluzione tecnica della rosa.

Ma Spalletti ha voluto ribadire che il progetto non può essere distrutto o stravolto per un singolo episodio o per una singola sconfitta.

Parole che adesso dovranno trovare conferma nei prossimi mesi e soprattutto nelle scelte concrete della società, ma che nel frattempo restituiscono una sensazione precisa: la Juventus vuole continuare a costruire, non ripartire ogni volta da zero.