Spalletti rivendica la sua autorevolezza: alla Juve comanda lui
Guai a stuzzicare Spalletti sul timone della Juve: al comando c'è lui. L'oggetto della discussione è il modulo, cambiato da qualche gara, con l'assetto 3-5-2, non rigido sia chiaro. Negli ultimi giorni i soliti noti hanno speculato su questa svolta tattica, sostenendo si sia trattato di una decisione voluta dai calciatori dopo i colloqui avuti tra tecnico e squadra nei giorni successivi al tonfo contro la Lazio. Inevitabile la domanda in conferenza, altrettanto la risposta dell'allenatore di Certaldo: "Il cambio di modulo non l'hanno deciso altri. Non si permetterebbero mai di dire con che sistema di gioco giocare, altrimenti mancherebbero di rispetto ai compagni. Quelli che l’hanno porta avanti sembra ci sia dietro un gruppo Whatsapp in cui si trasferiscono le domande…". Chiaro e diretto e anche piccato.
In realtà nel faccia a faccia tra Spalletti e i suoi ragazzi si è parlato molto della necessità di cambiare qualcosa, affinché la Juve potesse riprendere la retta via. Lucio ha chiesto quale fossero le esigenze tattiche e ha avuto risposte dalle quali poi è venuto fuori il 3-5-2. Lo stesso allenatore ha però precisato che non bisogna restare fermi sui numeri per connotare un modulo perché basta poco per virare su un 3-4-2-1, tanto per fare un esempio. Comunque sia, è arrivata la risposta a chi insinuava una perdita di potere di Spalletti rispetto ai giocatori. La vittoria di Lecce ha dimostrato esattamente il contrario. Stasera contro il Genoa a Marassi servono conferme, sotto ogni aspetto.
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