Thuram sacrificabile o intoccabile? Il vero dilemma della Juventus passa dal centrocampo

Thuram sacrificabile o intoccabile? Il vero dilemma della Juventus passa dal centrocampoTUTTOmercatoWEB.com
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di Nerino Stravato

Il calciomercato Juventus entra sempre più nel vivo e, inevitabilmente, uno dei temi più discussi riguarda i possibili sacrifici necessari per finanziare le operazioni in entrata. La mancata qualificazione alla Champions League ha cambiato i piani della dirigenza bianconera, costretta a valutare anche offerte per giocatori considerati importanti. Tra questi c'è Khephren Thuram, uno dei nomi più chiacchierati delle ultime settimane.

La valutazione della Juventus si aggira attorno ai 50 milioni di euro, cifra che permetterebbe al club di realizzare un'importante plusvalenza rispetto all'investimento effettuato per acquistarlo dal Nizza. Dal punto di vista economico il ragionamento è comprensibile. Ma quello che divide tifosi e addetti ai lavori è soprattutto un altro interrogativo: dal punto di vista tecnico, ha davvero senso privarsi di Thuram?

Due stagioni tra crescita e discontinuità

Quella appena conclusa è stata la seconda stagione di Thuram in maglia bianconera. Due anni nei quali il centrocampista francese ha vissuto continui cambiamenti, trovandosi ad adattarsi alle idee di tre allenatori diversi: prima Thiago Motta, poi Igor Tudor, che ha guidato la Juventus nel finale della stagione successiva al suo esonero, e infine Luciano Spalletti, chiamato a inaugurare un nuovo progetto tecnico. Un percorso tutt'altro che lineare, che inevitabilmente ha inciso anche sulla continuità del suo rendimento.

Nonostante questo, il figlio d'arte di Lilian Thuram ha continuato a mostrare qualità che pochi altri centrocampisti della rosa possiedono. Le sue progressioni palla al piede, la capacità di rompere le linee avversarie con lo strappo, la forza fisica e una tecnica spesso sottovalutata lo rendono un profilo particolare, capace di incidere sia in fase offensiva sia in quella difensiva.

Le qualità che rendono difficile sostituirlo

Thuram non è soltanto un interditore e non è nemmeno un semplice incursore. È un centrocampista moderno, capace di coprire grandi porzioni di campo, accompagnare l'azione offensiva, recuperare palloni e garantire equilibrio alla squadra. Caratteristiche che nel calcio attuale sono sempre più ricercate e sempre più difficili da trovare sul mercato.

Allo stesso tempo, però, il suo rendimento non è stato sempre costante. Accanto a prestazioni di altissimo livello si sono alternate gare meno brillanti, condizionate anche da alcuni fastidi fisici che, pur senza trasformarsi in infortuni gravi, ne hanno limitato continuità e brillantezza in diversi momenti della stagione.

L'esclusione dal Mondiale e il peso della concorrenza

Una stagione vissuta tra alti e bassi ha avuto conseguenze anche con la nazionale francese. Thuram, che faceva parte del gruppo seguito da Didier Deschamps, non è stato inserito nella lista dei convocati per il Mondiale 2026. Una scelta che non certifica certo una bocciatura definitiva, ma evidenzia quanto sia elevatissimo il livello della concorrenza in Francia.

I Bleus possono infatti contare su una delle batterie di centrocampisti più complete al mondo e, in un contesto del genere, anche un giocatore del valore di Thuram rischia di restare fuori se non riesce a mantenere un rendimento elevato per tutta la stagione. Un'ulteriore dimostrazione di quanto, a questi livelli, bastino pochi mesi meno brillanti per perdere temporaneamente spazio anche in una nazionale di assoluto valore.

Il vero dilemma della Juventus

Oggi Thuram ha 25 anni ed è probabilmente entrato nella fase più importante della propria carriera. È l'età in cui un centrocampista inizia normalmente a raggiungere la piena maturità, unendo qualità atletiche, esperienza e letture tattiche. Ed è proprio questo l'aspetto che rende così delicata qualsiasi valutazione sul suo futuro.

Vendere Thuram oggi potrebbe rappresentare una soluzione importante per finanziare il mercato della Juventus e consentire alla dirigenza di intervenire in altri reparti. Allo stesso tempo, però, significherebbe rinunciare a un calciatore che potrebbe non aver ancora espresso tutto il proprio potenziale.

La riflessione, quindi, va oltre il semplice valore economico dell'operazione. Incassare una cifra importante farebbe certamente respirare i conti bianconeri, ma obbligherebbe anche la società a cercare sul mercato un profilo con caratteristiche molto simili. E non è un dettaglio.

I centrocampisti capaci di abbinare fisicità, progressione, qualità tecnica e intensità sono sempre meno e, quando si trovano, hanno valutazioni spesso superiori a quelle richieste oggi dalla Juventus per Thuram. Per questo motivo la dirigenza dovrà interrogarsi non soltanto sull'opportunità di una cessione, ma anche sul costo tecnico che una scelta del genere comporterebbe.

È questo il vero dilemma dell'estate bianconera. Da una parte la necessità di finanziare il mercato dopo una stagione complicata sotto il profilo economico, guardando anche a profili di esperienza per sostituirlo come Goretzka e Kessie. Dall'altra la consapevolezza che un giocatore come Khephren Thuram, nel pieno della propria maturazione calcistica, potrebbe rappresentare uno dei pilastri della Juventus del futuro. E forse è proprio questa la domanda più difficile a cui rispondere: quanto vale oggi una plusvalenza e quanto potrebbe costare domani perdere un centrocampista con queste caratteristiche?