Balzarini: “La Juve non è bloccata dall’incapacità, ma dai conti”
La Juventus si muove su più tavoli, ma deve fare i conti con una realtà economica che condiziona inevitabilmente il mercato. È questo il quadro tracciato da Gianni Balzarini sul suo canale YouTube, dove il giornalista ha spiegato le difficoltà attuali del club bianconero.
«La Juventus, così come tante altre società italiane, non naviga nell’oro. Chiuderà l’anno con un passivo di circa 63 milioni di euro, dopo i 58 milioni della stagione precedente, anche a causa dei mancati ricavi della Champions League. Si passerà da una previsione di circa 530 milioni di ricavi a una cifra vicina ai 470».
Secondo Balzarini, il rallentamento del mercato non è quindi legato alla mancanza di idee della nuova dirigenza, ma ai vincoli economici ereditati. «Il mercato della Juve è bloccato non dall’incapacità dei dirigenti, ma da prezzi fuori portata e da errori commessi in passato che oggi condizionano il presente». Il riferimento è soprattutto alle operazioni in uscita, considerate fondamentali per finanziare nuovi investimenti.
«Se tra chi critica c’è qualcuno capace di vendere Openda o David, si faccia avanti. Avrà una statua davanti allo Stadium. Perché il problema oggi è anche questo: bisogna sistemare situazioni create negli anni precedenti». Balzarini difende il lavoro della nuova area sportiva guidata da Giovanni Carnevali, chiamato a gestire una fase complessa. «Non credo che Carnevali sia l’ennesimo dirigente arrivato per non vincere. È stato chiamato per vincere. È italiano, conosce la Juventus e sa come muoversi».
Sul mercato offensivo restano aperte diverse piste, ma senza condizioni economiche sostenibili. «Dieci milioni risparmiati qui, cinque là, venti da un'altra parte: alla fine fanno la differenza. Non è una questione di principio, è una questione di bilancio». Secondo Balzarini, il prossimo anno la squadra sarà diversa, anche se servirà tempo. «La Juve che avete visto quest’anno non sarà la stessa del prossimo. Sarà più forte, non spaccherà il mondo, ma sarà più competitiva». L’obiettivo resta però quello di tornare rapidamente ai vertici.
«Nel mondo Juventus ci si è stufati di non vincere lo scudetto. Il primo che vuole tornare al massimo è John Elkann. Ma per lottare per il titolo devi prima tornare stabilmente in Champions League, perché i ricavi cambiano completamente». La strada indicata è quindi quella della programmazione: cedere gli esuberi, costruire una rosa più equilibrata e investire con criterio.
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