Verso Cagliari-Juventus, Fazzini: "Grande responsabilità prendere la 10"
Il centrocampista del Cagliari Jacopo Fazzini, alla trasmissione 'Il Cagliari in Diretta', ha rilasciato dichiarazioni a sette giorni dalla sfida contro la Juventus: "Quest’anno ho scelto la maglia numero 10, una scelta di responsabilità. Venivo da una stagione un po’ complicata alla Fiorentina, un’esperienza che, comunque, mi ha formato tanto. Voglio prendermi delle rivincite. Su di me ci sono delle aspettative. Dal momento che c’era l’opportunità, è nata l’idea di prendere questo numero importante, che mi piace molto.
Mi trovo davvero bene con il Mister. Mi sta aiutando tantissimo: dopo la gara ci soffermiamo insieme sugli errori, su ciò che è andato bene e sugli aspetti da migliorare. Sicuramente la fase difensiva è una di quelle cose su cui sto lavorando e, anche grazie al Mister, riuscirò a migliorare. Abbiamo stretto subito un legame speciale, sa come prendermi. Mi ha inquadrato subito. Penso sia difficile trovare un allenatore così preparato e, allo stesso tempo, con così tanti valori. In campo con lui si lavora forte, fuori il Mister fa gruppo, è di compagnia. Oggi al Centro sportivo, dopo l’allenamento, ci ha offerto una grigliata”.
Questo gruppo è formato davvero da ragazzi straordinari. Appena arrivato mi hanno accolto nel migliore dei modi. Mi sono subito ambientato. È un gruppo unito, sano, e credo che questo sia uno dei fattori determinanti del nostro buon inizio di stagione. Questa squadra ha dimostrato anche di saper soffrire, ma abbiamo giocato contro tutti a viso aperto: meritiamo i punti che abbiamo oggi in classifica. Siamo andati bene, ma sono solo le prime giornate. Ora inizierà un altro campionato, ci faremo trovare pronti”.
Faccio il tifo per Romano e Maldini. L’azzurro per me è un obiettivo, che mi stimola, ma senza che diventi un’ossessione. Ho fatto tutta la trafila nelle Nazionali giovanili sino all’U21. Mi manca l’ultimo step. Rappresentare il proprio Paese è un’emozione difficile da descrivere.
Il gol mi manca, è una di quelle cose che ti dà fiducia. Però, anche in questo caso, non la vivo come un’ossessione. La prossima rete? Sarà per mia sorella, non solo il prossimo gol ma anche i successivi. Mia sorella occupa un posto speciale nella mia vita, ha una malattia rara: lei è la mia forza, tutto quello che faccio è per lei. Grazie a lei ho capito che i problemi nella vita sono altri, di certo non aver sbagliato un assist o un dribbling”.
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