Cuadrado: "Aver fatto parte di un pezzo di storia della Juve mi onora. Il passaggio all'Inter? Non mi ero reso conto di questo..."

Cuadrado: "Aver fatto parte di un pezzo di storia della Juve mi onora. Il passaggio all'Inter? Non mi ero reso conto di questo..."TUTTOmercatoWEB.com
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di Claudia Santarelli
L'ex giocatore della Juventus, Juan Cuadrado, parla della sua esperienza in bianconero e del suo passaggio all'Inter.

L'ex giocatore della Juventus, Juan Cuadrado, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Tuttosport, nella quale ha ripercorso anche alcuni dei suoi momenti in bianconero.

"La prima cosa che mi viene in mente è la grandezza del club, in Colombia me lo ricordano tutti. Aver fatto parte di un pezzo di storia importante della Juve mi onora. Cristiano Ronaldo mi ha insegnato tantissimo: ha una disciplina straordinaria. Ma anche Alex Sandro, Chiellini, Bonucci. Hanno avuto tanta umanità, oltre al talento. Chiello, per esempio, per me è stato un riferimento emotivo. Come lui Buffon e pure Marchisio, giocatori e uomini che ti facevano capire subito cosa fosse la Juve".

"La rosa attuale? Ogni squadra è diversa. Allora c’erano leader e giocatori dal talento enorme. Ora la Juve è cambiata: ci sono tanti giovani, che si fanno guidare da Bremer, Locatelli, McKennie e Pinsoglio. Carlo è fondamentale: ti dà allegria, certo, ma ti spinge a dare tutto. Ecco, i giovani sono fortunati ad avere loro come esempi. Piano piano miglioreranno, bisogna considerare gli infortuni. Vedrete quando tornerà Yildiz: è uno che sa cambiare le partite. Ha già qualcosa del campione. Sono sicuro che dopo la sosta prenderanno quota, diventando più maturi".

"Gli allenatori? Da tutti ho imparato tantissimo. Ma scelgo Allegri: difensivamente non ero così forte, ma lui mi ha migliorato e aiutato a completarmi con e senza palla. Infatti con altri allenatori ho fatto pure il terzino grazie ai suoi insegnamenti. Non dimentico nemmeno Pirlo, però, che mi ha fatto capire meglio certe dinamiche di gioco".

"Il trasferimento a Milano? Mi è dispiaciuto tanto, Allegri mi avrebbe tenuto. In quel momento ero arrivato alla fine del mio contratto, a parole avevamo trovato un’intesa. Alla Juve mancava un quinto e De Sciglio si era appena infortunato. Per me la Continassa era casa, amavo la gente e i tifosi. Ma anche quell’addio, con modalità che non mi erano piaciute, fa parte del calcio. Peccato, perché sono andato all’Inter e in quel momento non mi resi conto di quanto fosse accesa la rivalità. Io volevo solo giocare, quando sei in attività non fai troppi ragionamenti. Quando sono andato da loro ho capito di aver ferito il mondo bianconero, pur involontariamente. Sarei rimasto, avrei voluto chiudere la mia carriera alla Juve. Non volevo ferire nessuno. Ho vinto tanto, sono entrato nella storia del club e spero che il pensiero su di me, nel tempo, venga rivalutato. In campo ho sempre dato il 200% per me e per la Juve, mi sono sentito juventino. Ho cercato di essere all’altezza di un club del genere. Sì, oggi mi sento di chiedere scusa ai tifosi che ho deluso. Spero che possano capire quel mio passaggio all’Inter senza più rancore".