Gattuso a DAZN: «Il merito è dei ragazzi. Il segreto è il gruppo»

Gattuso a DAZN: «Il merito è dei ragazzi. Il segreto è il gruppo»TUTTOmercatoWEB.com
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domenica 18 ottobre 2026, 23:15Altre notizie
di Nerino Stravato

La Lazio espugna Torino con un netto 3-0 contro la Juventus e continua a sorprendere in questo avvio di stagione. Nel postpartita, ai microfoni di Fuori Classe, Gennaro Gattuso ha analizzato la vittoria, parlando dei meriti della squadra, del rapporto con i giocatori, delle scelte tattiche e della mentalità che sta permettendo ai biancocelesti di ottenere risultati importanti.

Il tecnico ha innanzitutto voluto dare merito ai suoi calciatori, senza dimenticare il lavoro della società: «È merito dei ragazzi. Io propongo, io e il mio staff proponiamo, però i complimenti vanno a loro, perché durante la settimana andiamo forti, si è creata una bella famiglia e penso che i complimenti bisogna farli anche al club. Abbiamo fatto un mercato con pochi soldi, siamo andati alla ricerca innanzitutto di persone perbene, persone che avevano voglia, volevano venire a tutti i costi, perché credevano fortemente. Ci abbiamo messo un po' di tempo per sceglierli, i soldi ce n'erano pochi, merito di questi ragazzi qua. Per me è facile allenarli».

Gattuso, però, non vuole lasciarsi trascinare dall'entusiasmo e guarda già al prossimo impegno contro il Parma: «È normale che la classifica non bisogna vederla, ci godiamo questa grande vittoria, però testa al Parma, perché siamo abituati a stare lì sopra, forse non siamo nemmeno pronti, però se pensiamo partita dopo partita e se ci alleniamo in un certo modo possiamo sorprendere. Speriamo di farlo, però adesso ci godiamo questo. La mentalità, la voglia: oggi era importante, perché siamo andati dentro lo spogliatoio sull'1-0. La partita col Milan, col Monza abbiamo rischiato tanto, ci è andata bene e oggi penso che abbiamo fatto uno step ancora maggiore a livello di mentalità e di stare in campo».

Gattuso e il rapporto con lo spogliatoio: «Su due o tre cose non si discute»

Nel corso dell'intervista si è parlato anche dell'atmosfera che si respira a Formello e del rapporto tra l'allenatore e i suoi calciatori. Gattuso ha spiegato come il suo modo di gestire il gruppo sia cambiato nel corso degli anni, anche grazie alle esperienze vissute da allenatore.

«Io penso che ero a un bivio, un po' di anni fa non volevo più allenare perché le mie esperienze da calciatore ne ho vissute tante e mi comportavo in maniera diversa. Andavo a casa, c'avevo sempre mal di stomaco, ero sempre nervoso, perché mi davano fastidio determinati atteggiamenti. Dopo ho fatto un percorso, ci ho lavorato e oggi su due o tre cose non si discute, si fanno. Dopo le altre cose sono io che ascolto loro, mi arrabbio meno sui telefonini, sul modo che loro oggi vivono, mi arrabbio meno e dopo però per le due o tre cose che chiedo non si discute, si fanno. E penso che il segreto è questo qua».

Il tecnico ha riconosciuto anche l'importanza delle esperienze all'estero e della capacità di comprendere le esigenze dei calciatori di oggi: «Anche le esperienze all'estero secondo me mi hanno aiutato molto, il fatto di lavorare con mentalità diverse, questo mi ha aiutato tanto, perché oggi ognuno di loro ha un modo di fare, ha un carattere diverso, e la gestione mi costa tanto durante la settimana, perché bisogna parlare, bisogna ascoltarli e metterli nelle condizioni migliori di farli esprimere al massimo, perché se non gli stai addosso sono molto più evoluti di quando giocavamo noi, hanno molto più conoscenza, però dopo mollano alla prima difficoltà. Il fatto di non farli mollare, di stargli addosso, di fargli capire l'importanza di allenarsi in un certo modo e recuperare, secondo me è importante».

Le scelte tattiche contro la Juventus

Gattuso ha poi risposto alle domande sull'organizzazione tattica della Lazio, dalla pressione alta all'occupazione degli spazi, soffermandosi in particolare sul rendimento della catena di sinistra.

«Uno è già che ha qualità, dopo uno ha motore, viaggia, ha la gamba, ti frulla, ti fa male, ha anche qualità. È quella catena funziona molto bene, anche quando viene Taylor, Mandas si inserisce ti crea sempre fastidio».

Nonostante il risultato, l'allenatore ha individuato alcuni aspetti da migliorare, soprattutto nella gestione delle occasioni e nell'attacco degli spazi: «Secondo me dovevamo fare meglio anche il primo tempo, perché il primo tempo tante volte potevamo fargli male, potevamo, palla scoperta potevamo attaccare in maniera migliore. Dovevamo migliorare un po' questo, però l'avevamo preparata così, perché secondo me il segreto è che è una squadra che in questo momento andiamo sempre a pressione, non abbiamo paura di giocare uno contro uno, quando vogliamo andare sui riferimenti ci andiamo bene, è una squadra, c'ha gamba».

«Non abbiamo ancora la maturità per gestire le partite»

Il tecnico è tornato sulle difficoltà incontrate nelle precedenti gare contro Milan e Monza, quando la Lazio aveva rischiato di perdere punti dopo aver disputato prestazioni positive. Per Gattuso, la questione riguarda soprattutto la mentalità e la capacità di mantenere la stessa intensità per tutta la partita.

«La preoccupazione più grande, la rabbiatura più grande è stata sia la partita col Milan che col Monza, che partite dominate siamo scomparsi, e questa è una questione di mentalità, non fisica, perché non sappiamo gestire, non sappiamo gestire, ancora non abbiamo quella maturità di gestire. Ed è per questo che dobbiamo sempre andare a pizzicare in avanti con veemenza, perché questa è la strada che ci ha portato a questi successi».

Il fattore decisivo: «Coraggio»

In chiusura, a Gattuso è stato chiesto quale aspetto tra coraggio, personalità e coesione di gruppo avesse fatto maggiormente la differenza nella vittoria contro la Juventus. La risposta dell'allenatore è stata chiara: «Coraggio. Il coraggio di non stare là quando ci è venuto il braccino, la voglia di andare a pizzicare sempre in avanti, a tratti abbiamo fatto un blocco difensivo, perché è una squadra che ti porta a fare blocco difensivo, però abbiamo saputo soffrire, siamo stati là nel modo giusto, penso che mi è piaciuto molto questo, perché andavamo alla ricerca di questo, perché non era possibile che partite dominate, lo ridico, ci è andata bene, che se non c'era Mandas ci lasciavamo le penne, perché Mandas ci ha tenuti in vita sia col Monza che col Milan. Con il Venezia, scusa».

Il successo di Torino dà ulteriore entusiasmo alla Lazio, ma Gattuso mantiene alta la concentrazione. La strada indicata dal tecnico è quella del lavoro quotidiano, della compattezza e della capacità di continuare ad attaccare anche nei momenti di difficoltà, senza perdere la mentalità che ha portato la squadra a conquistare questa vittoria.