Marocchi incorona la Juve: “Perfetta nel primo tempo. Non è un caso, è continuità”
Non è solo una vittoria. È un segnale che si ripete. Giancarlo Marocchi, dagli studi di Sky Sport, legge così la prestazione della Juventus contro il Sassuolo: una partita gestita, controllata, quasi amministrata con eleganza. «Sì, è la miglior Juventus – spiega – perché il Sassuolo può anche perdere, ma non farsi dominare in questo modo». Una frase che pesa, perché fotografa la vera differenza: non il risultato, ma il modo.
Il Sassuolo, per tradizione, è squadra compatta, difficile da schiacciare, capace di sporcare le partite. Questa volta no. La Juventus l’ha messa alle corde subito, soprattutto nel primo tempo. «È stata perfetta – sottolinea Marocchi – anche come velocità». Ritmo alto, idee chiare, movimenti sincronizzati. Una Juve che corre, ma con la testa prima che con le gambe.
Nel secondo tempo il copione non cambia, solo i giri del motore. I bianconeri rallentano, ma non arretrano. Gestiscono. Tengono il pallone, il campo e la partita. Senza affanni, senza frenesia. Un segno di maturità che non nasce dal nulla. Ed è qui che arriva la riflessione più interessante: «Inizia a essere una lunga serie». Perché il pareggio contro il Lecce, per Marocchi, non macchia nulla. Anzi. «Avrebbe dovuto vincere per occasioni create». Prima ancora erano arrivate le vittorie contro Bologna e Roma, due partite diverse, ma con lo stesso filo conduttore: una Juventus superiore. Non è più un lampo. È una traiettoria. La Juve non vince solo perché l’avversario sbaglia: vince perché impone il proprio passo, decide il ritmo, detta il tempo. Come una squadra che ha smesso di cercarsi allo specchio e ha ricominciato a guardare avanti.
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