Petrone, lo storico agente di Baggio: "Il suo dossier attuale ancora oggi"
A Cronache di Spogliatoio lo storico agente di Roberto Baggio, Vittorio Petrone, ha parlato del dossier sul calcio italiano preparato anni fa dall'ex Juve e poi messo da parte dai vertici federali: "Avevamo stimato una spesa di 10 milioni in tre anni e avevamo chiesto che fossero coperti in parte anche con un contributi da 40/50mila euro da parte di tutte le squadre professionistiche. Proprio a dimostrare che quei soldi fossero un gettone alla fiducia in questo progetto. Altre federazioni, quella svizzera, quella francese, quella spagnola, danno un contributo importantissimo per questi lavori. Noi chiedevamo 3 milioni all'anno, ma non riuscimmo ad avere lo stanziamento. Roberto quando vide che non si riusciva a realizzare il progetto diede le proprie dimissioni a cui seguirono le mie".
E ha continuato: "Per noi la diffusione su tutto il territorio nazionale di attività di base orientate all'individuazione e lo sviluppo di giovani talenti era la premessa iniziale. Abbiamo una grandissima dispersione nel territorio di talenti: sappiamo dove sono? Sappiamo se sono bravi? Noi volevamo dar vita a cento 'Centri di Formazione Federali' all'interno dei quali poteva esistere l'istruzione di un modello metodologico uniforme e omogeneo, attraverso innanzitutto la formazione di maestri di calcio che potessero usare tecnologie all'avanguardia e lavorare sulle varie fasce di età di bambini e ragazzi. Avevamo bisogno di maestri di calcio, non di allenatori che spingessero sui risultati. Su questo Baggio era chiaro: voleva che la tecnica tornasse protagonista, che la palla - e non il tatticismo - fosse protagonista negli allenamenti. Per questo volevamo anche togliere il risultato fino ad alcune età".
Un progetto ancora attuale: "L'update tecnologico consentirebbe addirittura un innalzamento delle performance di analisi. Però bisogna guardare la realtà per quello che è: quando esistono a oltranza difese di casta - e vi invito a vedere la composizione del Consiglio Federale - come si può convergere in un progetto che obbliga tutte le componenti a lasciare qualcosa dei propri interessi? Se questa volontà c'è allora si possono programmare i prossimi 10 anni e tornare protagonisti. E questo lavoro non lo si fa cambiando un presidente, bisogna pensare di fare una rivoluzione profonda, perché spesso questi progetti vengono anestetizzati dagli statuti".
Iscritta al tribunale di Torino al n.70 del 29/11/2018
Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore responsabile Antonio Paolino
Aut. Lega Calcio Serie A 21/22 num. 178

