A Bergamo si giocherà a finale per andare in Champions. Una partita da vincere a tutti i costi
Ci sono partite che non vanno giocate, vanno vinte. Poi, per carità, quando sei alla Juve devi giocare sempre per il massimo risultato pur essendo consapevole di poter lasciare qualcosa per strada senza abbassare le ambizioni, ma quella di sabato prossimo contro l'Atalanta sarà la partita da vincere a tutti i costi, in qualsiasi modo la si voglia giocare, con chiunque si sceglierà di mandare in campo. Vincere senza "se" e senza "ma". Sarà lo snodo della stagione bianconera, l'occasione del sorpasso sul Como che riceverà a domicilio l'Inter condannata a vincere per tenere a distanza di sicurezza il Napoli. Serviranno i tre punti più pesanti della stagione che la Juventus è nelle possibilità di fare a meno che non ci siano le solite fasi in cui si smetta di giocare. Anche contro il Genoa, il copione si è un po' ripetuto: primo tempo scintillante, pieno di energia, intensità e forza; secondo tempo spento, molle e con poche idee. Come se la Juventus scendesse con due squadre diverse e, come ha detto Spalletti, non è questione di pressioni esterne, che alla Juve devi essere abituato a gestire, ma di ambizione interna che deve essere sempre altissima.
Le parole di Luciano, nel post Juve-Genoa, risuonano come un preoccupante campanello d'allarme: "In sei mesi che sono qui ancora non ho capito ciò con cui ho a che fare". Parole preoccupanti ma anche un monito importante per tanti giocatori che evidentemente non si stanno dimostrando da Juve, aspetto su cui lo Spalletti del futuro, pronto a firmare il contratto che lo legherà ai bianconeri fino al 2028, non vuole avere a che fare. La sua squadra deve avere un'ambizione chiara, una fame certificata e un'identità precisa, non saranno più ammessi cali di concentrazione che hanno quasi il grottesco sapore dello sdoppiamento di personalità, anche perché, coma ama dire Spalletti "quello che siamo lo determiniamo dal primo all'ultimo minuto in tutte le scelte fatte" e l'atteggiamento ondivago della squadra sembra essere sempre più figlio dei tanti cambi di scena degli ultimi anni e che hanno spersonalizzato il gruppo. Per non parlare delle ultime operazioni di mercato che non hanno prodotto gente da Juve.
Ecco che la sfida di sabato contro l'Atalanta si presenterà come un'occasione unica per portare a casa diversi risultati importanti: il sorpasso al Como in zona Champions e una ritrovata continuità caratteriale e tecnica della squadra. Anche perché il futuro tecnico della prossima stagione dipenderà, come vi diciamo e ripetiamo sempre, dal raggiungimento di un posto in Champions. Spetta a Spalletti trovare la ricetta giusta ma, soprattutto, spetta a chi scende in campo e chi sarà richiamato a gara in corso a dimostrarsi sempre all'altezza della Juventus come ha dimostrato il signor Arkadiusz Krystian Milik: due anni lontani dai campi e quando rientra non sbaglia nulla dimostrando concentrazione, pericolosità, tecnica e scelte giuste e calibrate all'importanza della maglia della Juve.
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