Spalletti alza il muro: Bremer-Lucumí può cambiare la Juve. E manca un solo mattone
Una volta si diceva che gli scudetti li vincevano le difese. Poi sono arrivati il possesso, le transizioni, gli expected goals e altre cose utili che però non hanno ancora trovato il modo di rendere piacevole prendere gol.
Alla Juventus devono averlo ricordato. Jhon Lucumí è sempre più vicino a Torino: l'accordo con il giocatore è stato raggiunto e quello con il Bologna viene definito ormai alle battute finali, intorno ai 20 milioni bonus compresi. Se tutto verrà formalizzato, Spalletti potrà mettere accanto a Bremer un centrale mancino, rapido, aggressivo e abituato alla Serie A. Uno porta forza, anticipo e dominio fisico; l'altro aggiunge piede e capacità di uscire da dietro. Sulla carta, una coppia con pochi complimenti da fare agli attaccanti.
Ma la parte interessante è ciò che c'è intorno. A destra Kalulu e Çelik, quest'ultimo arrivato ufficialmente a luglio con un contratto fino al 2029. Dietro ai titolari Gatti e Kelly, che non sono esattamente due ragazzi chiamati dalla Primavera quando qualcuno ha il raffreddore: fanno già parte stabilmente del reparto bianconero insieme a Bremer e Kalulu.
Comincia ad assomigliare a una difesa vera. Forse, per profondità e assortimento, una delle migliori d'Italia e potenzialmente di livello europeo. Manca però l'ultimo pezzo: un terzino sinistro forte. Non necessariamente uno che debba comparire nei manifesti pubblicitari. Basta qualcuno che sappia difendere, accompagnare l'azione e possibilmente arrivare sul fondo senza che ogni discesa venga vissuta come una spedizione sull'Himalaya.
Con quello, il muro sarebbe quasi completo. Ed è curioso perché per anni la Juventus ha cercato soprattutto il giocatore capace di risolvere i problemi. Stavolta sembra voler costruire qualcosa che di problemi ne conceda pochi. Bremer e Lucumí al centro. Kalulu e Çelik sulla destra. Gatti e Kelly pronti quando serviranno. Un ultimo titolare da trovare sulla sinistra. Spalletti non avrà ancora la Juventus perfetta. Ma potrebbe avere una difesa davanti alla quale, almeno per gli avversari, cominciare a cercare un'altra strada.
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