Juve, doppio fronte bollente: assalto a Senesi ma offerta al ribasso. E Vlahovic può ancora restare
La Juventus si muove su due tavoli delicatissimi, tra difesa e attacco, con una strategia che intreccia opportunità a parametro zero e rinnovi complicati. Secondo quanto riportato sul canale YouTube di Fabrizio Romano da Mirco Moretto, Marcos Senesi è pronto a diventare uno dei nomi più caldi del prossimo mercato estivo.
Il centrale argentino del Bournemouth, protagonista in Premier League, non rinnoverà il contratto in scadenza a giugno. Una condizione che ha acceso la corsa di quattro club: Borussia Dortmund e Tottenham stanno spingendo forte, il Barcellona è in contatto diretto con l’entourage del giocatore (in attesa di sviluppi societari), mentre la Juventus prepara una prima proposta scritta.
Il nodo, però, è economico. L’offerta bianconera si aggira sotto i 2,5 milioni di euro netti a stagione, cifra inferiore rispetto a quelle che potrebbero arrivare da altri campionati. Tradotto: se la Juve vuole davvero affondare il colpo, dovrà alzare l’asticella. Non solo ingaggio e commissioni, ma anche centralità tecnica nel progetto. Senesi vuole sentirsi perno, non comparsa.
Parallelamente resta apertissimo il capitolo Dusan Vlahovic. Il serbo è in scadenza e potrebbe già firmare altrove, ma non lo ha fatto. La Juventus, consapevole della distanza economica che finora ha frenato l’accordo, è pronta a un nuovo tentativo di rinnovo nelle prossime settimane. La forbice tra richiesta d’ingaggio e proposta resta ampia, così come il tema commissioni, ma qualcosa si muove.
Il Barcellona osserva, senza averlo come priorità assoluta. All’estero ci sono club pronti a garantire stipendi importanti, ma la novità è un’altra: Vlahovic aprirebbe alla permanenza a determinate condizioni economiche. Uno spiraglio che fino a qualche mese fa sembrava chiuso. La Juventus, insomma, gioca una partita doppia. Rinforzare la difesa sfruttando il mercato degli svincolati e trattenere il proprio centravanti simbolo. Il futuro passa da qui: scelte economiche, sì, ma soprattutto scelte di visione. E questa volta non si può sbagliare.
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