Notte da incubo: Spalletti ha spinto al massimo una rosa carente e ora si rischia grosso

Notte da incubo: Spalletti ha spinto al massimo una rosa carente e ora si rischia grossoTUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 00:35Editoriale
di Vincenzo Marangio

Serata da dimenticare per la Juventus che compromette la qualificazione al prossimo turno di Champions League contro il Galatasaray con un secondo tempo da suicidio dopo un ottimo primo tempo chiuso addirittura in vantaggio in rimonta. Sembrava il preludio ad una serata di gloria per cancellare i fattacci di sabato sera a Milano e invece, forse proprio per lo sforzo profuso nel match di San Siro giocato praticamente tutto in dieci uomini, la Juventus ha perso forze e lucidità su un campo complicatissimo per chiunque vista la spinta emotiva che arriva dagli spalti. Il Galatasaray entra con altre energia e un'altra testa e dopo il pareggio ottenuto al quarto minuto della ripresa dà una spallata alla Juve e alla partita. L'uscita di Bremer per infortunio scoperchia il vaso di pandora di una difesa bianconera che non può prescindere dal brasiliano: entrano Gatti e Cabal (per l'ammonito Cambiaso) e la Juve crolla letteralmente. Si spegne Kelly che, persa la sicurezza di Bremer, assorbe l'insicurezza di Gatti; cala Thuram, non si accende mai Yildiz e si aprono voragini difensive che sono tutto quello che desiderava il Galatasaray che la chiude sul 5-2 pasteggiando sulla formazione bianconera. Qualificazione compromessa.

Una sconfitta non da Juventus nella serata che poteva essere quella di Teun Koopmeiners autore di una doppietta, che sembrava riproporre il giocatore preso dall'Atalanta. Sembrava la serata giusta, sembrava. E invece il contraccolpo fisico e mentale di Milano si è fatto sentire. Questo deve portare ad inevitabili riflessioni sulla statura mentale di una squadra spinta al massimo da Spalletti, forse fino al limite, e che oltre quel limite non riesce ad andare. Non con questa rosa. Diventa la notte delle riflessioni per la dirigenza bianconera, lodevole per come ha gestito i fatti di Milano ma che deve fare un profondo mea culpa sulla composizione di una rosa carente e certamente non da Juventus. 

La bravura di Spalletti è stata quella di mettere il grosso dello sporco sotto il tappeto coprendo i limiti di una squadra che tuttavia esistsono ed emergeranno alla distanza, con le energie che finiscono, la qualità che si alza e la pressione che aumenta. Non so se mettere McKennie come falso nove al posto di Openda era una provocazione o una scelta legittima per Spalletti, ma è lo specchio di quello che manca e dei fichi secchi a disposizione del tecnico bianconero che pure ha e si deve prendere le sue colpe. Notte da incubo ma da non dimenticare.