Carnevali, Massara e Ottolini e il difficile lavoro di restaurazione...
Come tre restauratori rinomati, chiamati per recuperare i colori, la brillantezza e il prestigio di un'opera d'arte. La Juventus come uno dei capolavori più riusciti del calcio mondiale, made in Italy, guastato dal tempo, sporcato dall'usura, conservato male negli ultimi anni ma sempre bello, bellissimo, emozionante. Da proteggere, preservare, restaurare, appunto. Chi è venuto negli ultimi anni non è riuscito in un compito delicatissimo ma, come è giusto che sia, soltanto i migliori restauratori possono far rinascere un capolavoro. E non ne bastava neanche uno, lo ha capito tardi Elkann, serviva una squadra di esperti, ciascuno con le sue competenze. Ecco, me lo sto immaginando così il lavoro che sta facendo la nuova dirigenza bianconera.
Il lavoro si trova appena all'inizio, ma i primi ritocchi sembrano essere quelli giusti, il modus operandi è quello corretto, poi, ci vorrà una grande pazienza mentre si lotta contro il tempo. Una lotta, quella contro il tempo, che non deve portare ad errori di fretta, a scelta di colori sbagliati e tecniche affrettate. Un capolavoro ha bisogno di dedizione, amore, cura e attenzione per tornare a splendere. La restaurazione bianconera è cominciata dall'attacco perché, si sa, il gioco del calcio, a differenza di come ce lo vogliono far credere, è semplice: bisogna fare sostanzialmente un gol in più rispetto agli avversari. E per segnare, intanto devi avere chi lo sa fare. Un bomber di razza? Certo, ma se non te lo puoi permettere devi costruire il reparto in maniera funzionale. Al momento ci sono Yildiz e Boga sulla sinistra, Conceicao e Zhegrova sulla destra, Alajbegović in regia (ma duttile su tutto il fronte), Kolo Muani, Ekhator, David e Milik in avanti. Ecco, qui servirebbero ancora un paio di rattoppi, pennellate, una pulitura per poi arrivare al consolidamento. Tradotto: David deve essere sostituito da un attaccante d'area di rigore, più fisico e prolifico e Milik andrà valutato prima di un probabile, inevitabile, saluto.
Se è vero che nel gioco del calcio vince chi fa un gol in più dell'avversario, è altrettanto vero che essere attenti a non prendere gol è un valore altrettanto importante, ed è qui che il "capolavoro Juventus" deve subire una profonda restaurazione. Sarò cattivo, ma la vedo così: io saluterei, potendo, entrambi i portieri; via Di Gregorio e Perin e dentro uomini di maggiore esperienza e affidabilità, del resto la scuola portieri della Juve è da sempre stata di altissimo livello sia nella prima che nella seconda scelta. Tra tutti i nomi che si fanno, io continuerei a fare di tutto per il Dibu, ma questa pennellata è difficile e allora avanti anche con una soluzione tampone, se per Sukuki è difficile, si vada con Vicario, ma alle giuste condizioni, magari un prestito secco che permetterebbe di rimandare discorsi più qualitativi al prossimo anno.
Il compito dei restauratori Carnevali, Massara e Ottolini è molto complicato, ma il lavoro ad oggi è soddisfacente e richiede anche un colpo di genio, una manutenzione straordinaria, l'idea giusta per il centrocampo, riattivare la potenza, funzionalità e fantasia di quello che è il motore di una squadra. Il punto, di un'opera d'arte, dove spesso si focalizza l'attenzione dell'osservatore.
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