E' il momento degli sciacalli, ma la Juve rinascerà. A giugno però si riparta da zero...
Il leone è ferito, e gli sciacalli si fanno sotto. Il triste momento della Juventus è anche questo, bande di avvoltoi che non aspettavano altro che banchettare attorno alla belva di un tempo, oggi immobile e passiva. La rivincita di ex giornalisti, ex calciatori e opinionisti vari che sparano sulla croce rossa, aizzando una tifoseria attonita,divisa e incredula di fronte a quanto sta accadendo. Facile oggi per alcuni, tutti rigorosamente per motivi vari avvelenati nei confronti della Juventus, ergersi a capo popolo, tramite i social, spesso l’unico modo che ormai hanno per esprimersi, e spargere veleno, andandosi a prendere effimere e momentanee rivincite. Fortunatamente la maggior parte dei tifosi ha la sua anima critica sa scindere la polemica fatta per amore da quella messa in piedi ad arte e con un retrogusto, neppure troppo velato, di godimento per le sconfitte della Juventus.
Fatta questa doverosa premessa, la fotografia che ci portiamo a casa da Milano, e non me ne voglia il capitano, è Bonucci fermo che si fa saltare come un birillo da Diaz, diventato improvvisamente da comprimario del Milan ad eroe assoluto di una serata. In quel fotogramma c’è la Juve attuale, un’insieme di giocatori che indossano la stessa maglia, sinceramente definirli squadra in questo momento è eccessivo, senza un briciolo di orgoglio e voglia. Il tutto condito da un allenatore che sembra la copia sbiadita di quello che abbiamo conosciuto, ancorato ad un calcio superato, fermo al 442 dei primi anni 2000, senza un’idea, senza un’alternativa e senza il polso della situazione. Scenario completo? No, perché a capo di tutto c’è una società che non lascia segnali di speranza, non parla con i tifosi, non si fa sentire neppure dopo l’ennesimo scandaloso arbitraggio subito quest’anno, passato ovviamente in secondo piano dopo la disfatta nei secondi 45 minuti di Milano.
Gli occhi dei calciatori che indossano la gloriosa maglia bianconera fanno riflettere. Non c’è fame, non c’è voglia, non c’è unità, solo in pochi sembrano subire e soffrire il momento. Sono effimeri e praticamente inutili i post sui social dove si recita “ insieme” se poi questo “insieme” non si trasferisce sul campo. Qui non si contesta il fatto di poter perdere una partita, sappiamo benissimo, caro Mister Allegri, che per ricostruire i cicli vincenti servono tempo e pazienza, ma ciò che diventa inaccettabile, è il perdere a Monza, è il non fare un tiro in porta a Genova e Firenze, è il “torello” finale dei giocatori del Milan quasi mossi a compassione sui resti della Juventus. Il tutto si può riassumere in una parola che scriviamo a caratteri cubitali DIGNITA’.
La stagione sembra compromessa, servirebbe un mezzo miracolo per rientrare in campionato e superare il turno di Champions, rispetto al quale già stasera avremo un responso quasi definitivo. Non si può accettare però l’idea che si voglia già scendere dalla nave. Certo, qualcuno comincerà a pensare al prossimo mondiale sempre più alle porte, ecco perchè oltre all’allenatore, ammesso che ne abbia le forze, servirebbe un intervento dall’alto per far capire il rispetto che meritano i tifosi e la storia della Juventus. Prossima tappa? Ritrovare orgoglio e qualche risultato, arrivare a giugno e possibilmente scrivere un nuovo capitolo della storia della Juventus, azzerando, con grandissimi ringraziamenti ai protagonisti, tutto quello che è stato fino ad oggi….
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