Juve, tra certezze, punti interrogativi e fiducia nel futuro
Dodici anni e mezzo dopo l'insediamento termina l'era del presidente Andrea Agnelli. Successi sportivi, visioni lungimiranti, ma anche errori strategici che hanno dato il via al conto alla rovescia, in prossimità di quell'anniversario che avrebbe dovuto consacrare - nel 2023 - il centenario della famiglia, con un erede diretto, al comando della Juventus. La storia consegnerà il giusto tributo agli uomini che hanno scritto le pagine del nostro Paese sommandole a quelle di una squadra, non qualsiasi, di calcio. E spiegandone anche le difficoltà culturali nell'accettarla dagli avversi tifosi.
L'interrogativo principale lascia ora aperto un dubbio: quali decisioni verranno prese dopo un primo periodo interlocutorio in cui alla nuova dirigenza verrà delegata principalmente la gestione finanziaria del club. Il dopo non è facilmente intuibile nonostante le prime rassicurazioni del neo direttore generale Maurizio Scanavino a cui John Elkann ha consegnato le chiavi dell'azienda dopo essersele fatte restituire dal cugino Andrea. Eh sì, perché proprio questo passaggio riaccende i “rumors” chiacchierati durante calciopoli e poi, a furor di popolo, quando i settimi posti costrinsero a cambiare gestione. Che piaccia o meno, questi aspetti hanno da sempre condizionato i rapporti interni che solo i successi hanno saputo tenere sottotraccia. Gli ultimi tre anni, però, hanno evidenziato un insieme di problematiche capaci solo di ingolfare il motore. Si tratta ora di dimostrare la “buona” fede delle operazioni, intravedendo però la volontà di cambiare piano industriale per una maggiore sostenibilità. All'orizzonte non un disinteressamento, ma un coinvolgimento di nuove figure di rilancio legate o meno alla cassaforte principale.
Futuro – Il 27 dicembre, giorno dell'Assemblea degli azionisti, sarà una data storica in cui si capiranno gli umori dei piccoli azionisti e le rassicurazioni utili anche per la squadra nel proseguire questa stagione. Mister Allegri ne ha raccolto il testimone mentre i giocatori dovranno cercare di pensare solo al campo. E non sarà facile. Ma è nei momenti di difficoltà che si riprende lo slancio per andare lunghi. E per capire con chi proseguire e a chi rinunciare. Perché è quasi scontato, per necessità o altro, che la Juve del prossimo anno sarà molto diversa da quest'ultima. Ma il cuore dei veri tifosi resterà fedele. Come sempre.
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