La ricetta di Allegri: esaltare il gruppo quando non c'è il singolo.Nel big match la pressione sarà per gli altri ma...
E fu cosi che nello scetticismo generale una banda di “ragazzotti” completata da qualche ottimo giocatore e guidata da un allenatore spesso nell’occhio delle critica arrivo’ alla pausa di novembre a soli due punti dalla corazzata favoritissima per lo scudetto, la famosa banda degli onesti, di quelli che insegnano valori, vero Thuram? Due punti dietro la società degli scudetti messi sul petto senza merito, due punti dietro quelli che hanno l’obbligo di vincere il titolo, anche se per qualche giornale questo non si può dire. Quindici giorni per ricaricare le batterie e prepararsi alla sfida del 26 novembre, da vivere con grande intensità ma anche serenità, quella serenità che deve avere la squadra non favorita che avrà però il privilegio di giocare il big match davanti al proprio pubblico, nello stadio tornato finalmente una bolgia. Si arriva alla pausa con cinque vittorie consecutive, quindici punti che hanno permesso di scavare un solco rispetto al quarto posto. La Juventus è una squadra solida, un gruppo dove il singolo non eccelle, ma dove il motto del fino alla fine è tornato prioritario.
Non e la più forte del lotto, non è la più completa e non è neppure la più “appoggiata” ma è un bel vedere, non sul piano del gioco dove i passi da fare sono tanti, ma nello spirito. Si gioca nella convinzione che per gli avversari superare la Juve è tornato ad essere difficile, e con la certezza che ora per tutti trovarsi di fronte i ragazzi di Allegri non è proprio la cosa più simpatica. La fotografia di questo gruppo è la crescita e l’importanza di Rugani, la freddezza di Gatti, la duttilità di McKennie, le reti segnate da 11 giocatori diversi che stanno mettendo una pezza all’astinenza dal gol degli attaccanti. E questo è un punto sul quale riflettere. Da un lato c’è la preoccupazione per il digiuno di Vlahovic e le difficoltà in fase realizzativa di Chiesa, ma da quell’altro anche la consapevolezza che quando le punte torneranno a fare il loro dovere forse l’asticella si potrà ancora alzare. Per lo scudetto? No, continuo a pensare che resti un sogno, ma se dovessimo raggiungere gennaio a questa distanza dalla vetta…
Li poi sarà fondamentale il ruolo della dirigenza. Il mercato di gennaio non è mai semplice, anzi rappresenta un vero e proprio terno al lotto, ma se Giuntoli e company dovessero azzeccare le mosse ci sarà davvero da divertirsi, ancor di più di quanto non stia accadendo adesso. Perché dobbiamo essere molto onesti, nessuno si sarebbe immaginato di vedere la Juve in questa posizione di classifica e con questa spinta propulsiva. E fatemelo sottolineare ancora una volta, senza voler essere polemico, ma quanti rimpianti ci sono per le situazioni di Pogba e Fagioli. Allegri si trova costretto ad adattare giocatori, a sperare di poter arrivare a gennaio senza infortuni o squalifiche nel reparto mediano, perché non ci sono alternative. Tutta la comprensione umana va ai ragazzi, ma sinceramente dal punto di vista sportivo è difficile da digerire la situazione, che parliamoci chiaro, potrebbe costare non poco alla Juventus.
Quindici giorni ci separano dal big match, quindici giorni di “preghiere” perché le nazionali non creino troppi danni alla squadra ( e già la situazione di Locatelli preoccupa e non poco) quindici giorni di attesa da vivere con quell’adrenalina che mancava da troppo tempo. Siamo solo all’inizio, perché mentre gli altri, vedi Napoli, sono destinati a tornare nell’anonimato, la Juventus è nel pieno di una rivoluzione che aprirà scenari interessanti. E qui sta la differenza con il resto del mondo: possono vincere uno scudetto “episodico” ma non riusciranno mai ad aprire cicli vincenti. Nonostante il Var…
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