Siamo alla resa dei conti nella guerra contro tutti: ora serve tutto il peso dell'anima per uscirne alzando la coppa

Siamo alla resa dei conti nella guerra contro tutti: ora serve tutto il peso dell'anima per uscirne alzando la coppaTUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 17 maggio 2023, 17:46Editoriale
di Vincenzo Marangio

Duncan MacDougall, un medico statunitense nato nel 1866, si rese protagonista di un singolare e affascinante esperimento: decise di pesare i corpi di persone che stavano per morire, prima e post mortem e notò che, immediatamente dopo la morte, il corpo perdeva dei grammi, esattamente 21,3. MacDougall decise di pubblicare questo suo studio affermando che 21 grammi era, di fatto, il peso dell’anima e che il peso dei cadaveri diminuiva proprio in quanto l’anima si sollevava dal corpo. Una sorta di poetica dei corpi, la letteratura che si appoggia alla scienza in un balletto imprevedibile e inconciliabile tra due materie diametralmente opposte: la poesia e la scienza. Una materia che contempla l'astratto e una che impone la certezza dei numeri. E così, mentre la teoria di MacDougall affascinava tanti, la maggior parte dei medici, da scienziati, calcolavano questa diminuzione di peso con il fatto che la temperatura del sangue in vita sia più alta e quindi tale cambiamento viene provocato dalla sudorazione.

Personalmente mi affido con maggior piacere ad una visione romantica della vita e, pertanto, credo davvero che l'anima abbia una consistenza, un peso, un valore e lo voglio quantificare: 21 grammi. Ma preferisco andare oltre le teorie stesse di MacDougall, e credo che l'anima possa avere un peso ancora maggiore e decisivo. Quante volte usiamo espressioni come "gettare il cuore oltre l'ostacolo" o come "ci hanno messo il cuore", metafore che raccontano un dato di fatto che, tuttavia, porta ad un risultato, quello di superare una forza su carta superiore ma, al tempo stesso, superabile con il peso del cuore. Il peso dell'anima. La Juventus è arrivata alla resa dei conti, da adesso in avanti non ci sono più partite da sottovalutare, da snobbare o a cui dare un valore relativo: da ora in avanti ogni singolo minuto giocato diventa propedeutico a qualcosa.. Battere il Siviglia diventa propedeutico al raggiungimento di una finale che sembrava lontanissima qualche mese fa; vincere la finale significherebbe alzare una coppa in faccia a chi ha messo in piedi un processo da Inquisizione nei confronti della Juventus e, di rimando, dei suoi tifosi. Vincere le prossime tre gare di campionato significa mettere in difficoltà Chiné nel conteggio per l'esclusione del club dalle prossime coppe.  

Questo è il momento di togliersi i macigni dalle scarpe, di chiudere i conti con il passato e conquistarsi letteralmente il futuro, perché lunedì dovrebbe arrivare un'altra penalizzazione calcolata per buttare la Juve fuori dalle prossime coppe e perché se il calcolo di Chiné non fosse sufficiente, la stessa sentenza potrebbe essere impugnata dal "signore" dell'Uefa, Aleksander Čeferin, per estromettere in ogni caso il club bianconero dalle prossime competizioni. Il tutto a meno che la Juventus non vinca l'Europa League. Lì i calcoli diventerebbero troppo fantascientifici e dannosi all'immagine stessa dell'Uefa che non può perdere la sua guerra di credibilità con la nascente SuperLega che spinge per nascere dalle ceneri della dittatura autorizzata di Ceferin abile ad andare ospite in tutte le case (Roma e Inter) tranne che in quella bianconera. 

Tutto ciò a cui abbiamo assistito è stato fin troppo sfacciato per non avere chiaro in testa il quadro della situazione: Ceferin che teme la SuperLega e allora avvia una lotta intestina appoggiandosi ai presidenti delle singole Federazioni per portare allo sfinimento i conti e gli spogliatoi dei club fondatori (tra cui la Juventus) fare una guerra dentro il territorio nazionale e in Europa appoggiandosi a qualunque cosa: punti di penalità su violazione di norme che non esistono, punti restituiti poi riproposti sulla base di altri filoni che svelano reali errori commessi dal club da aggiungere alle colpe che non ci sono, arbitraggi sfacciati, designazioni inquietanti e processi mediatici fatti ad arte. Il quadro è chiaro ma è chiara anche la soluzione: vincere l'Europa League, risolvere le pendenze in Italia e strutturarsi meglio per portare avanti la guerra con la SuperLega da cui attingere nuova linfa per tornare presto ai livelli degni della storia della Juventus. 

Ma per fare tutto questo serve cuore e anima. Servono 21 grammi che spostino un piano diabolico ma ancora battibile....