Stefano Fanelli a BN: "Ecco come sono diventato un collezionista di maglie della Juve"
Stefano Fanelli è un collezionista che fa partire la propria passione da un racconto triste: la morte del padre quando aveva 6 anni. Del padre lui ricorda i momenti insieme durante i quali guardavano, in modo molto appassionato, le partite della Juventus. Stefano ci racconta che l'amore per i colori bianco e nero è nato dal vedere il padre in fervore per le partite della Vecchia Signora. Durante la visione di quelle partite, Stefano, da ragazzino, aveva sempre il desiderio di mettersi indosso, le maglie dei calciatori che generavano emozioni al padre. Emozioni che poi si sono trasformate in sogno di averle a casa, tanto che, dopo 44 anni, molte è riuscito ad appenderle nel proprio armadio e, ognuna di loro, ha storie, emozioni e racconti incredibili alle spalle. Per accaparrarsele c'è un lavoro durissimo dietro: all'inizio, a metà degli anni '80, era molto difficile, oggi, grazie ai social, ma anche a persone che Stefano stesso ha conosciuto, è un po' più semplice. Uno dei pilastri fondamentali per la crescita della collezione di maglie di Stefano, è Sergio Brio, ex calciatore della Juventus con il quale si è creato uno stretto legame. Ma, le persone e i calciatori, che Stefano grazie alla sua passione e alla ricerca delle maglie ha conosciuto, sono tantissime.
La mostra tenutasi scorsa settimana con alcune delle tue maglie, che sapore ha avuto? è stata la prima o avevi già avuto l'opportunità di farne altre? "La mostra monotematica che si è svolta in data 2-3 Maggio a Castiglione in Teverina (VT) era la mia seconda. Nel mio paese c’è la tradizione di fare feste paesane organizzate da parte di chi compie, nell'anno solare, 50 anni. Nel 2023 grazie ad un amico che mi ha proposto di esporre alcune delle mie maglie della collezione, ho illustrato per la prima volta alcune di esse. La cosa, ebbe talmente tanto riscontro che quest’anno è stata riproposta da me medesimo. Chi ha avuto l'opportunità di recarsi alla mostra, ha visto maglie che non si trovano tutti i giorni con facilità, tipo quelle della finale della Coppa Intercontinentale oppure delle finali di Atene e Basilea. L'idea è stata di esporre una cinquantina di pezzi al massimo per permettere alla persone di immergersi al meglio nella collezione senza eccedere. Inoltre faccio parte della Lega dei Collezionisti, con la quale abbiamo scritto un libro chiamato "Un amore di calcio", che racchiude racconti di passioni e storie, ed una bella prefazione di Dino Zoff".
Quando hai capito che di una passione potevi farne una collezione da esporre agli altri? "A dire il vero l'ambizione iniziale non era quella di avere una collezione, bensì di avere a casa quelle maglie che sul campo facevano emozionare me da ragazzino e mio padre. Il resto è nato nel corso del tempo. Ciò che mi appassiona di più di questo mondo che sono riuscito a costruire è sentir curiosare chi non capisce niente di collezionismo e doverglielo spiegare con passione. L’emozione è vedere bambini che curiosano. In occasione di un incontro con dei ragazzi di un liceo a Fiuggi, dove parlai di come sono nati gli sponsor sulle maglie, raccontai un fatto legato alla finale di Basilea nella quale, dopo un primo sopralluogo, la Uefa non riconobbe conformi le maglie della Juventus, al punto che, rientrati negli spogliatoi, vennero rimossi i piedini dello stemma della Kappa per far si che il logo rispettasse le misure imposte dalla federazione. Davanti a questo evento narrato, i ragazzini, abituati alle maglie di oggi stracolme di loghi, sono rimasti folgorati".
Qual è la maglia alla quale sei più attaccato? E quale è stata la più complessa da reperire? "La maglia alla quale sono più attaccato è quella di Dino Zoff della stagione 1982/1983, sia per i colori, nero e grigio, e lo scudetto con le stelle separate, sia per l'importanza di quella stagione che è stata quella in cui ho perso il padre. Quella più difficile da reperire è stata quella della finale di Bilbao del 1977, la quale sono riuscito ad avere grazie all'aiuto di Sergio Brio, che mi ha detto la persona alla quale aveva regalato la maglia che indossò lui quel giorno. Dopo esser stato in contatto per più di 3 anni con questa persona, sono riuscito ad accaparrarmela".
Qual è la prossima maglia che vorresti avere, se ne hai una in particolare alla quale aspiri? "La maglia dei desideri sotto la quale sto già da anni è quella della finale dell'Heysel che mi è già sfuggita in qualche occasione e che si trova, principalmente, in possesso di calciatori inglesi"
Infine, Stefano, che si è reso disponibilissimo, ci ha detto come il suo obiettivo sia quello di ispirare gli altri e far conoscere la sua passione, andando a percepire come, davanti a cimeli di questo tipo, si compra l'emozione e non l'oggetto. A tal proposito, ci vuole tanto impegno, studio e attenzione per confrontare i vari prodotti per accertarsi di trovarsi davanti a pezzi autentici al 101%.
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