Col vento in coppa
” Larga e’ la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione”, una frase storica che Luciano Spalletti avrà interpretato a modo suo forse , nel voler assecondare scelte comode su un modulo che , a dio piacendo( minuscolo, senza sacralita’…) possa fare rendere al meglio ogni interprete sul campo. Sul carro di Kolo ( anche se non segna) effettivamente si inizia a stare in troppi… Accantonato il 5-0 di giovedì, buono solo per la differenza reti che ci vede primi ( primi……. ) in Europa League, che non accadeva da secoli in coppa, sapendo che la squadra avversaria era poco più che una reunion di 50.nni attorno ad una palla, si torna al campionato, facendo una buona partita contro l’Atalanta. L’acume tattico di un centrocampo a 4, dove Nico , finché dura…, canta e porta la croce, sembra dare più solidità e maggiore fluidità, sperando che questo inevitable logorio fisico non si porti via altri pezzi, vedasi l’ennesimo out di Grabara, “assist man “ giovedì sera , e quindi da contrappasso punito dalla sorte beffarda e birichina ( ma solo contro di noi…..). Quindi classifica più corta dopo il pareggio stellare di Roma Inter, Napoli in gita a Firenze, e il Frosinone AFFAIR, che demolisce il Como. Ci sono Lazio e Cagliari intrusi nelle stanze di lusso …ma il campionato è lungo e pieno di insidie. Dalle quali pare essersi tolto il VAR, che subentra il dovuto e in modo cauto ( rispetto alle follie dello scorso anno), quasi azzerate le perdite di tempo ( alcuni giocatori sembrano non avere la più pallida idea del regolamento che prevede il minuto fuori per le auto valutazioni del fallo subito, vedasi Scalvini dell’Atalanta, o del gol non gol quando c’è un device arbitrale adatto….), i falletti che vedono crollare in terra come in corso di estasi mistiche, e i minuti di recupero che rasentavano i quarti d’ora…adesso basterebbe mantenere il sano equilibrio che è mancato a Sassuolo e crederci per tutti e 90 minuti. In una settimana dove è venuto a mancare una icona del calcio ( Sandro Mazzola , del quale per rispetto verso la morte ricorderò senza retorica la grandezza del calciatore e da tifoso anche le frequenti critiche sportive “ ad personam”) e dove la curva nel Minuto di silenzio canta per Scirea, Giovannino Agnelli e Fortunato , probabilmente dimenticando che il Foscolo segna l’inizio della civiltà nel rispetto dei morti ( “ I SEPOLCRI”) , avere ricompattato il gruppo in Europa ( partita il cui risultato deve essere preso con le molle) e contro Sarri, ha ridato fiato e serenità a Spalletti, ormai sempre più braccato dalle ombre lunghe di Conte o di qualsiasi altra figura partorita dalla fantasia dei più.
Compaiono anche le dichiarazioni degli ex Giuntoli e Sarri ( che sembrano volere stuzzicarci prima di scendere in campo) ai quali sono più note le sconfitte di stile che le vittorie sul campo. Un bel tacer… Lo schieramento 3-4-2-1 , per lunghi tratti 4-1-4-1 ,( ma comunque i cambi moduli senza scricchiolii tattici) se reggerà’ sara’ un ottimo risultato, sacrificando i polmoni di Nico , Celik e Chico ( mattatore) sempre più adatto e decisivo, schieramento tattico obbligato per gli assenti ( 9,10 e chi se lo ricorda ?), e vuoi perché mostra una fluidità generale, dove forse il più limitato è Mckennie che si trova a strappi, ma di cui non si può prescindere. Lukumi ottimo, Kalulu stanco e Bremer solido e goleador …abbiamo un attacco ultraleggero e veloce, stia a Luciano trovare la quadra. Si apprezza anche Kolo, gazzella in solitaria però quasi mai servito in profondità da Luiz, cervello indiscusso del nostro centrocampo, ma caspita(!) più veloce di pensiero che di piede( un mistero arcano il perché non giocasse così anche con Motta, se poi “vincere non contava necessariamente” , allora abbiamo capito molto del perché ). Tra una maledizione e l’altra verso i gol ritrovati altrove di David e Openda, i nostri Franco e Ciccio( evidentemente le loro sindromi da disadattamento era un fatto geografico) e con la speranza di ritrovare Nik il tedesco ( alto ma sempre per terra), arriviamo alla pausa lunga delle nazionali, e spero non ci siano colpi di coda della sfiga!
E se anche Spalletti stava franando in terra colpito causalmente da un tifoso, e il dito rotto ( della mano FIUUUUU) ci viene da sorridere che con così pochi interpreti sopravvissuti siamo in fondo a meno 3 dai più bravi.
Seneca ci ricorda che la fortuna non esiste, esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità… sarà… ma per me la sfiga e’ sfiga.
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