Spalletti ultimo atto: vincere con la Juve, poi l'addio
Tra la Juve e Spalletti ormai è fatta. L'ex ct azzurro sarà sulla panchina della Signora anche nella prossima stagione. Finalmente dall'inizio, non da subentrante come avvenuto ad ottobre scorso, quando ha sostituito Tudor dall'undicesima giornata di campionato. L'accordo sarebbe di un anno, con opzione per il secondo. Ci sono un paio di motivi per cui il rapporto sarà così breve. Il primo è una reciproca esigenza delle parti. La Juve, nel caso in cui le cose andassero male (sono ammessi gli scongiuri), non vuole ritrovarsi con più di un tecnico a libro paga come in questa stagione, con Motta (ancora stipendiato), Tudor (rescissione ad inizio gennaio) e lo stesso Spalletti. Quest'ultimo, dal canto suo, è ancora scottato dall'esperienza negativa con l'Inter, quando firmò un contratto pluriennale, venne esonerato e restò fermo per molto tempo.
In realtà c'è anche un motivo se vogliamo più profondo, per cui Spalletti ha deciso di legarsi alla Juve per poco tempo. L'allenatore toscano ha 67 anni, chi lo conosce bene ha rivelato che a breve mollerà il calcio per ritirarsi, si fa per dire, nella sua tenuta toscana di Montaione. Prima di chiudere la trentennale carriera, il tecnico di Certaldo vuole giustamente vincere con la Juve. Sarebbe il modo migliore per dire addio. Nel frattempo, il presente si chiama Udinese, la prima di dieci tappe verso la qualificazione alla prossima Champions League. Significherebbe avere più soldi per costruire una squadra in grado di lottare fino alla fine per lo scudetto. Magari conquistarlo, visto che alla Juve manca dal 2020.
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