Braghin: "Il calcio femminile è cambiato, stiamo lavorando per farci trovare pronti"

Braghin: "Il calcio femminile è cambiato, stiamo lavorando per farci trovare pronti"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
giovedì 14 marzo 2024, 14:55Primo piano
di Alessio Tufano
Intervenuto in conferenza stampa, il Women's Football Director ha spiegato: "C'è bisogno di rivedere il progetto, ma nulla di drastico"

Stefano Braghin, Women’s Football Director, è intervenuto oggi in conferenza stampa nella sala apposita dello Juventus Training Center di Vinovo. Il direttore di Radio Bianconera Antonio Paolino, presente sul posto, ha inviato alla redazione di BianconeraNews.it un report sulle sue parole.

Sulle emozioni dopo il rinnovo
In questi dodici anni di Juve mi sento a casa mia. È un club che ha segnato un lungo tratto della mia carriera. Farei fatica a immaginarmi dietro un altro simbolo. Non vedo la Juve da avversario. Sto bene perché mi sento a casa e sono orgoglioso del fatto che la società mi abbia riconosciuto questo. Il privilegio di poter far parte di una squadra come questa, è qualcosa da tenere a cuore.

Sul rientro delle ragazze in prestito
Il percorso dei prestiti è fondamentale per quelle ragazze che non hanno grandi possibilità di giocare nel club. Giocatrici valide per la Primavera non sono magari pronte per salire subito in prima squadra. Una o due di solito le facciamo sempre rientrare dopo un anno di apprendistato, ma seguiamo tutte le ragazze.

Sull'esonero di Montemurro
Quando sei alla Juve non hai bisogno di stimoli, lo stimolo lo dà la maglia. La squadra in questo momento deve fare il suo. C'è un azzeramento delle gerarchie che altrimenti si cristallizzerebbero. È una situazione che che abbiamo vissuto già nel primo cambio di allenatrice. Abbiamo un allenatore che va aiutato in questo momento. In molti si sono candidati, noi stiamo riducendo la lista in linea con le strategie della società. Viviamo la fine di una fase nella quale abbiamo corso velocemente. C'è bisogno di rivedere il progetto, ma non è nulla di drastico. Ci vedo semplicemente una rivisitazione, anche perchè è cambiato il calcio femminile, soprattutto in Europa, e dovremo adeguarci. Questo club ha intrapreso un nuovo corso ma in linea con quelli che sono i programmi societari. Un progetto che mi ha entusiasmato per la politica di sostenibilità. Il calcio femminile italiano è un po' fermo, noi sosteniamo un progetto che costa di più ma che non è sostenuto e questo vuol dire che siamo in un contesto fragile, con il mercato internazionale in continua ascesa. Combinando il tutto, la nostra vuole essere una strategia sostenibile. Dovremo investire con armonia. Per questa nuova alba punterei su giocatrici del nostro giro, straniere utili al progetto (giovani e talentuose) o calciatrici più affermate da rivitalizzare. Il terzo pilastro sarà quello di puntare sulle ragazze che sono da noi e che vogliono restare.

Sullo stadio a Biella
Biella è lontana, lo so anche io. In Piemonte non ci sono troppi impianti e amministrazioni pronte a investire, questa è una criticità. Il costo biglietto è stato azzerato proprio per non incidere con il costo della trasferta. Il progetto di un nuovo stadio c'era e non è stato abbandonato. Ma ci sono altre priorità.

Sulla Roma
La Roma sta facendo un grande cammino e continuerà di sicuro. Credono nel calcio femminile. La classifica dice che ci sono otto punti, per cui in questo momento siamo i vagoni e siamo dietro.

Sul rinnovo di Julia Grosso
Siamo ottimisti, c'è piena apertura da parte sua

Sul rapporto con la squadra
Le ragazze hanno riportato in superficie la mia passione. Nel calcio maschile ci sono molte contaminazioni, mentre qui gli abbracci, le lacrime, mi hanno dato tanto. Logiche distorte del calcio maschile mi hanno portato qui, ma il calcio femminile è calcio, punto. Viviamo però in un sistema fragile e abbiamo meno anticorpi.  Il professionismo lo avrei fatto in maniera più graduale di quanto le scelte hanno condizionato, i tempi, anche quando sono lunghi, vanno accettati