Champions compromessa, ma Juve non mollare: i numeri di Spalletti
La Juve in Champions League significherebbe Derby vinto e catastrofe da parte di chi è davanti. Quindi estremamente complicata, vicina all'impossibile. Giustamente il tecnico deve presentare una squadra in grado quanto meno di espugnare il campo del Torino e sperare nelle notizie dagli altri campi. La classifica parla chiaro: il Milan è terzo, Roma quarta, Como quinta, Juve sesta, a -2 dall'eurozona più prestigiosa. Servirebbe il suicidio sportivo di almeno due delle squadre che sono davanti per ribaltare una situazione oggettivamente compromessa. Comunque sia, domenica sera la squadra bianconera deve fare il suo, anche per una questione di mera dignità dei singoli giocatori e dello stesso allenatore di Certaldo.
Fermo restando i risultati delle rivali, la Juve può aggrapparsi al trend storico di Spalletti. Il tecnico toscano è uno specialista in delle qualificazioni alla Champions League. Negli 11 campionati in cui ha guidato Udinese, Roma, Inter e Napoli, Lucio una sola volta non è riuscito a centrare l'obiettivo. Era la stagione 2008/2009, quando, alla guida dei capitolini, chiuse al sesto posto. Quindi guai a mollare. Certo, per tenere accesa la fiammella di speranza serve un atteggiamento radicalmente opposto, rispetto a quello visto contro Verona e soprattutto Fiorentina, vanificando quanto di buono aveva fatto in precedenza. Non andare in Champions sarebbe un fallimento sportivo ed economico. E certamente la stessa Juve sarebbe piena di rimpianti, anche perché, da quando Spalletti si è seduto sulla sua panchina (11/ma giornata), solo l'Inter ha fatto più punti.
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