Il mercato può cambiare la Juve di Spalletti: l'idea tattica per rilanciare David e Openda
Il calciomercato della Juventus non servirà soltanto a rinforzare la rosa, ma potrebbe anche influenzare in maniera importante le idee tattiche di Luciano Spalletti. L'allenatore bianconero ha in mente una squadra aggressiva, intensa e capace di dominare il gioco, ma molto dipenderà anche da come si svilupperanno le prossime settimane sul mercato.
Uno dei principali rebus riguarda il reparto offensivo. La Juventus, infatti, spera ancora di trovare una sistemazione sia a Jonathan David sia a Lois Openda, due situazioni molto diverse ma accomunate dalla necessità di trovare una soluzione. Il canadese, dopo una stagione al di sotto delle aspettative, si è almeno rimesso in mostra al Mondiale 2026, realizzando una tripletta contro il Qatar e offrendo indicazioni interessanti anche nell'ultima sfida contro la Svizzera. Openda, invece, arriva da un'annata estremamente complicata, nella quale ha trovato pochissimo spazio e non è stato nemmeno convocato dal Belgio per la rassegna iridata.
Se il mercato non dovesse regalare le uscite sperate, la Juventus potrebbe ritrovarsi a inizio stagione con entrambi ancora in rosa. Una situazione che avrebbe inevitabilmente anche riflessi tattici. Difficile pensare che due investimenti così importanti possano essere considerati semplici riserve, soprattutto in una stagione in cui il club dovrà gestire con attenzione anche il bilancio dopo la mancata qualificazione alla Champions League.
E allora potrebbe prendere forma un'ipotesi diversa rispetto a quella immaginata inizialmente. Più che affidarsi esclusivamente a un modulo con gli esterni offensivi, Spalletti potrebbe valutare, almeno in alcune partite o in determinate fasi della stagione, un 4-3-1-2. Un sistema che permetterebbe di valorizzare le caratteristiche di David e Openda senza costringerli a ricoprire il ruolo di centravanti di riferimento, quello in cui entrambi hanno dimostrato di andare maggiormente in difficoltà.
Le caratteristiche dei due attaccanti sembrano infatti raccontare una storia simile. David ha dimostrato, sia negli anni al Lille sia recentemente con il Canada, di rendere meglio quando può muoversi attorno a un centravanti di riferimento. Contro la Svizzera, pur senza trovare il gol, si è abbassato spesso tra le linee, partecipando alla costruzione della manovra e liberando spazi per i compagni. Quando, invece, è costretto a giocare spalle alla porta e a lottare continuamente nel contatto fisico con i difensori, fatica maggiormente a incidere.
Un discorso che, per certi versi, ricorda anche Lois Openda. I suoi anni migliori al Lipsia sono arrivati giocando accanto a un riferimento offensivo come Benjamin Šeško. Il centravanti sloveno occupava l'area e attirava i difensori, permettendo al belga di attaccare la profondità, sfruttare gli spazi e muoversi con maggiore libertà. Proprio quelle qualità che, alla Juventus, si sono viste soltanto a tratti.
Ecco perché una soluzione come il 4-3-1-2 potrebbe rappresentare un'interessante alternativa. Davanti a una punta fisica, che la Juventus dovrà comunque acquistare sul mercato, Spalletti potrebbe alternare Jonathan David e Lois Openda nel ruolo di seconda punta, quello che per caratteristiche sembra esaltare maggiormente entrambi. Alle loro spalle agirebbe Kenan Yildiz, libero di muoversi tra le linee, creare superiorità numerica e collegare centrocampo e attacco. Qualora dovesse restare a Torino, anche Francisco Conceição potrebbe rappresentare una valida alternativa sulla trequarti. Il portoghese ama partire largo, ma in passato è stato utilizzato anche in posizione più centrale e, grazie alla sua qualità nello stretto e alla capacità di saltare l'uomo, potrebbe interpretare quel ruolo in alcune partite.
Naturalmente tutto questo non cambierebbe le priorità del mercato. Alla Juventus servirà comunque almeno un centravanti fisico, capace di giocare spalle alla porta, attaccare l'area di rigore e rappresentare un punto di riferimento per la squadra. Se poi dovesse arrivarne anche un secondo, magari un giovane di prospettiva o un'occasione di mercato con caratteristiche simili, Spalletti avrebbe ancora più soluzioni per affrontare una stagione lunga e impegnativa.
Molto dipenderà dalle uscite. Se David oppure Openda dovessero essere ceduti, il progetto tecnico seguirebbe probabilmente la strada immaginata fin dall'inizio. Se invece entrambi dovessero rimanere a Torino, un allenatore esperto come Spalletti potrebbe anche decidere di adattare il sistema di gioco per valorizzare il patrimonio tecnico già presente in rosa. Non sarebbe un cambio di filosofia, ma la dimostrazione di quella flessibilità tattica che spesso distingue i grandi allenatori.
Perché il mercato non serve soltanto a comprare o vendere giocatori. A volte è proprio il mercato a suggerire nuove idee tattiche. E in casa Juventus, le prossime settimane potrebbero non decidere soltanto i nomi della rosa, ma anche il volto della squadra che Luciano Spalletti porterà in campo nella prossima stagione.
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