Igor Protti, quel gol alla Juventus che lo fece entrare nella storia della Serie A

Igor Protti, quel gol alla Juventus che lo fece entrare nella storia della Serie ATUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
Ieri alle 23:20Primo piano
di Nerino Stravato

Nella mattinata di oggi il calcio italiano ha salutato con commozione Igor Protti, scomparso all'età di 58 anni dopo una lunga battaglia contro la malattia. Se ne va uno degli attaccanti più amati degli anni Novanta, simbolo di passione, sacrificio e appartenenza, capace di lasciare un segno profondo in ogni piazza in cui ha giocato.

Ripercorrere la carriera dello "Zar" significa raccontare una storia diversa da quelle dei grandi campioni pieni di trofei. Una storia fatta di gol, promozioni, retrocessioni, rinascite e di un legame speciale con tifoserie che ancora oggi lo ricordano con affetto e riconoscenza.

Tra le tante pagine della sua carriera ce n'è una che incrocia direttamente la storia della Juventus e che ancora oggi occupa un posto speciale negli archivi della Serie A. È il 12 maggio 1996 e al San Nicola si gioca Bari-Juventus 2-2. I pugliesi sono già retrocessi, mentre la squadra di Marcello Lippi, con lo scudetto già conquistato dal Milan da alcune settimane, è concentrata soprattutto sull'imminente finale di Champions League contro l'Ajax.

Quel pomeriggio Igor Protti scrive una pagina di storia. Sul risultato di 1-2 controlla un pallone in area, si libera con una giocata rapida dell'intervento di Ciro Ferrara, all'epoca uno dei migliori difensori d'Europa, e batte Angelo Peruzzi firmando il definitivo 2-2. Una rete da centravanti vero, realizzata con tecnica, freddezza e istinto.

Non fu un gol qualsiasi. Quella segnatura rappresentò infatti il suo 24° centro stagionale, numero che gli consentì di chiudere il campionato al primo posto della classifica marcatori insieme a Giuseppe Signori. Ancora oggi Protti resta l'unico giocatore nella storia della Serie A ad aver conquistato il titolo di capocannoniere con una squadra retrocessa.

Un'impresa che racconta perfettamente il valore dell'attaccante romagnolo. In un campionato che vedeva protagonisti alcuni dei migliori difensori del mondo, Protti riuscì a realizzare 24 reti con un Bari destinato alla Serie B, un risultato che nessuno è più riuscito a ripetere.

La sua carriera, però, non si può riassumere soltanto in quel record. Cresciuto nel Rimini, Protti iniziò a farsi conoscere nel Livorno della seconda metà degli anni Ottanta, prima dell'esperienza alla Virescit Bergamo e soprattutto di quella al Messina, dove tra Serie B e Serie C realizzò 31 reti in tre stagioni diventando uno dei giocatori più amati dalla tifoseria siciliana.

Nel 1992 arrivò il trasferimento al Bari, la squadra che lo avrebbe consacrato a livello nazionale. Con i biancorossi conquistò la promozione in Serie A e raggiunse l'apice della carriera nella stagione 1995-96, quando le sue 24 reti gli permisero di laurearsi capocannoniere della Serie A insieme a Giuseppe Signori nonostante la retrocessione dei pugliesi.

Dopo quell'impresa vestì le maglie di Lazio e Napoli, vivendo anche una parentesi alla Reggiana, prima di tornare nel 1999 nella città che più di ogni altra lo avrebbe identificato: Livorno. Con la maglia amaranto scrisse le pagine più romantiche della sua carriera, guidando il club dalla Serie C fino al ritorno in Serie A e diventando una vera e propria bandiera per un'intera generazione di tifosi.

Insieme a Dario Hübner è inoltre uno dei pochissimi calciatori ad aver conquistato il titolo di capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C1, un primato che certifica la straordinaria continuità realizzativa mostrata durante tutta la sua carriera.

Il destino volle che anche l'ultima rete della sua carriera arrivasse contro la Juventus. Il 22 maggio 2005, in un Livorno-Juventus 2-2, Protti trovò infatti il gol davanti al pubblico amaranto prima di salutare il calcio giocato. Un ultimo sigillo contro gli stessi colori bianconeri che nove anni prima avevano fatto da sfondo alla sua impresa più famosa.

Oggi il calcio italiano perde un protagonista autentico, uno di quelli che hanno saputo lasciare un ricordo profondo ben oltre i numeri e le statistiche. E tra le tante immagini che resteranno nella memoria degli appassionati, c'è anche quel pomeriggio del maggio 1996 contro la Juventus: il giorno in cui Igor Protti entrò definitivamente nella storia della Serie A.