Juve, la rivoluzione passa anche dalle uscite: chi può salutare a fine stagione

Juve, la rivoluzione passa anche dalle uscite: chi può salutare a fine stagioneTUTTOmercatoWEB.com
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di Nerino Stravato

Quella contro la Fiorentina potrebbe rappresentare per diversi giocatori una delle ultime apparizioni all’Allianz Stadium con la maglia della Juventus. Il club bianconero, infatti, si prepara a una nuova rivoluzione estiva e molti interpreti dell’attuale rosa sembrano ormai lontani dal progetto tecnico di Spalletti, mentre altri restano in forte bilico in attesa delle valutazioni definitive.

Il nome che più di tutti rappresenta la grande delusione della stagione è sicuramente quello di Lois Openda. Arrivato la scorsa estate come investimento più oneroso del mercato bianconero, l’attaccante ha completamente fallito l’impatto con la Juventus. Né con Tudor né successivamente con Spalletti è mai riuscito a diventare realmente centrale nel sistema offensivo. Il contributo realizzativo è stato quasi nullo, con appena un gol in campionato e uno in Champions League, numeri troppo bassi rispetto alle aspettative e soprattutto rispetto all’investimento sostenuto dal club. Ma più ancora dei numeri, a deludere è stata la difficoltà nell’interpretare il ruolo richiesto da Spalletti: poca capacità di giocare spalle alla porta, difficoltà nel proteggere il pallone sotto pressione e scarso impatto nella rifinitura offensiva. Nelle ultime settimane il tecnico lo ha praticamente escluso dalle rotazioni offensive. Per questo motivo la Juventus dovrà probabilmente cercare una soluzione in prestito con diritto di riscatto, sperando che il giocatore possa rilanciarsi altrove e ritrovare il livello mostrato ai tempi del Lipsia.

Diverso il discorso relativo a Jonathan David, che nel corso della stagione è stato molto più coinvolto nelle rotazioni offensive bianconere, complice anche l’infortunio di Vlahovic e il rendimento negativo di Openda. Spalletti lo ha utilizzato spesso, anche se in alcune partite gli ha addirittura preferito Boga come riferimento offensivo centrale. Il problema principale del canadese è stato soprattutto tattico e fisico: David ha mostrato qualità nel lavoro associativo e nella partecipazione alla manovra, ma non è mai riuscito a garantire quell’impatto da centravanti di contatto richiesto dal sistema offensivo della Juventus. Anche i numeri sono rimasti molto al di sotto delle aspettative, soprattutto considerando gli standard realizzativi delle sue stagioni precedenti. A differenza di Openda, però, David mantiene ancora un mercato importante: essendo arrivato praticamente a costo zero, qualsiasi eventuale cessione rappresenterebbe una plusvalenza per il club. E tra i due attaccanti, qualora Spalletti fosse costretto a sceglierne uno da trattenere, la sensazione è che preferirebbe proprio il canadese per caratteristiche tecniche e capacità di legare maggiormente il gioco.

Sembra invece arrivato ai titoli di coda il percorso di Arkadiusz Milik. I continui problemi fisici hanno impedito all’attaccante polacco di dare continuità e la Juventus starebbe valutando anche una possibile risoluzione anticipata del contratto in scadenza nel 2027. Una situazione diventata ormai difficile da sostenere sia dal punto di vista tecnico che economico.

Tra i possibili addii c’è anche quello di Filip Kostic, autore tra l’altro del primo gol della Juventus di Spalletti a Cremona e protagonista di qualche buon momento nel corso della stagione, compresa la rete realizzata a Firenze. Tuttavia negli ultimi mesi il serbo è progressivamente uscito dalle rotazioni e il passaggio sempre più evidente della Juventus verso un sistema vicino al 4-3-3 sembra allontanarlo ulteriormente dal progetto tecnico. La sensazione è che il suo contratto non verrà rinnovato e che il giocatore verrà lasciato libero di scegliere una nuova destinazione.

Situazione simile anche per Juan Cabal. Dopo un inizio in cui Spalletti aveva provato a concedergli fiducia, la disastrosa notte di Istanbul contro il Galatasaray ha rappresentato uno spartiacque. Da quel momento il colombiano è progressivamente sparito dai radar, complice anche qualche problema fisico. Oggi appare fuori dal progetto tecnico e destinato a lasciare Torino.

Restano poi i giocatori in bilico. Edon Zhegrova ha mostrato qualità tecniche importanti soprattutto nell’uno contro uno e nella capacità di spaccare le partite entrando a gara in corso, ma continua ad avere grosse difficoltà nella fase di non possesso e nelle letture difensive richieste da Spalletti. Il suo futuro dipenderà molto dalle valutazioni estive del tecnico.

Anche Fabio Miretti vive una situazione interlocutoria. Con Spalletti aveva iniziato bene, trovando spazio soprattutto per la sua capacità di occupare dinamicamente gli spazi intermedi e dare continuità al possesso, ma col passare dei mesi è progressivamente scivolato indietro nelle gerarchie. Potrebbe restare come alternativa di rotazione, ma di fronte a offerte importanti la Juventus potrebbe decidere di lasciarlo partire.

Capitolo diverso invece per Vasilije Adzic. La Juventus continua a credere fortemente nel talento montenegrino, che quest’anno ha trovato spazio anche con Spalletti e ha lasciato negli occhi soprattutto il gol da fuori area nel clamoroso 4-3 contro l’Inter. Proprio per favorirne la crescita, però, il club starebbe valutando un prestito all’estero per permettergli di giocare con continuità.

Infine attenzione anche alla posizione di Koopmeiners. Spalletti, nel suo arrivo a Torino, aveva provato inizialmente a rilanciarlo persino abbassandolo nella costruzione difensiva per sfruttarne il palleggio e le letture. Col tempo però l’olandese è diventato più un’alternativa d’emergenza che una soluzione realmente centrale nel progetto tecnico. Di fronte a un’offerta che limiti la minusvalenza, la Juventus potrebbe seriamente pensare di sacrificarlo.

Molto dipenderà dall’eventuale qualificazione in Champions League, ma la sensazione è chiara: la prossima estate potrebbe segnare la fine dell’avventura bianconera per molti protagonisti dell’attuale rosa.