L'abbiamo buttata via e adesso tocca a Elkann decidere cosa fare

L'abbiamo buttata via e adesso tocca a Elkann decidere cosa fare
Oggi alle 09:02Le pallonate
di Luca Berti
Il voto per questa stagione è comunque insufficiente perché di più si sarebbe potuto fare, soprattutto nei momenti salienti della stagione


Non sarà certo la mancata qualificazione Champions, a condizionare il mio giudizio sulla stagione della Juventus: non sono solito a salire e scendere dal carro in base ai risultati. Ma se fino a qualche tempo fa mai avrei pensato a questa stagione come fallimentare, oggi tendo ad essere meno ottimista. Mi preoccupa la flessione a livello di gioco espresso, mi preoccupa l'approccio alle partite e la mentalità non vincente che emerge nelle difficoltà. Tutto ciò che mi aveva convinto del lavoro svolto dall'arrivo di Spalletti ha cominciato a mostrare dei limiti minando quella sensazione di crescita costante. Non do colpe a Spalletti anche se ha le sue responsabilità. Probabilmente non è l'allenatore migliore per questa Juve ma il matrimonio è sembrato funzionare. Strano però che quando si è iniziato a vociferare di rinnovi di contratto, i problemi siano nuovamente emersi e non più così facilmente risolvibili. Non ritengo comunque Spalletti il male della Juve, non lo vedo come il responsabile delle difficoltà di questa stagione. I problemi vanno cercati più a monte, in seno alla società e in particolare va guardato alla testa. Se già a quei livelli la mentalità non è vincente, difficile poterla trovare nei giocatori che riflettono ed esprimono i valori e la forza di questo gruppo dirigenziale. No, non mi preoccupa Spalletti per la prossima stagione. Mi preoccupa questo approccio pressapochista della proprietà di affidarsi ad elementi mediocri ai posti di comando piuttosto che ai migliori. Eppure il mondo Juventino è colmo di elementi di qualità che tanto potrebbero fare per il bene della società. 

Il voto per questa stagione è comunque insufficiente perché di più si sarebbe potuto fare, soprattutto nei momenti salienti della stagione, quando il risultato contava di più. C'è da dirlo, non siamo stati fortunati. Ma è anche vero che la fortuna aiuta gli audaci e la Juve si è mostrata più remissiva che coraggiosa. Certe sliding doors nel calcio vanno colte ed è segno di immaturità non approfittarne. Nel calcio, fare calcoli è segno di paura e spesso la paghi. A San Siro, con il Milan ci siamo accontentati invece di azzannare al collo l'avversario, credendo di poter amministrare la qualificazione. E invece abbiamo pagato questa supponenza la settimana successiva col Verona.  Alla Juve sono mancati giocatori di esperienza e di personalità, quelli che la società ora dovrà mettere a disposizione di Spalletti. L'abbiamo buttata via noi la qualificazione Champions. Non abbiamo curato i dettagli, siamo stati superficiali.

Certo non nego che abbiamo giocato ad handicap tutta la stagione senza un portiere e senza un attaccante ma è colpa da condividere tra tutti aver preso questo come pretesto per coprire la mancanza di carattere. 

Ora passa tutto in mano alla società per l'ennesima volta. Sarà nuova rivoluzione o si convincerà Yildiz a rimanere mettendogli accanto elementi di provata esperienza e utilità? Eh si, da oggi sarà questa la partita da giocare e necessiterà carattere per vincerla, quello che fino ad oggi è mancato.

A cura di Luca Berti