Juve, siamo già al si salvi chi può?
Al termine della 26a giornata di Serie A, la Juventus vede allontanarsi il quarto posto, per via del successo della Roma sulla Cremonese. Oggi i bianconeri sono distanti 4 punti dalla zona Champions League e le prospettive sono tutt’altro che rosee. Con Luciano Spalletti la media punti in campionato è di 1,72 punti, sempre superiore agli 1,50 di Igor Tudor, ma non sufficienti per partecipare il prossimo anno alla “Coppa dalle grandi orecchie”.
Con questa media, infatti, la Juve farebbe da qui a fine stagione (12 partite) circa 20 punti, chiudendo a quota 66. Per avere un buon grado di certezza di andare in Champions, invece, serve arrivare almeno a 73-74 punti, ovvero bisognerà vincere 9 delle prossime 12 partite. Considerato che nelle ultime 7 gare ufficiali i bianconeri ne hanno vinta una sola, lo score al momento sembra proibitivo.
Inevitabile, a prescindere, che si vada verso una resa dei conti in cui l’allenatore sembra essere l’anello debole. Damien Comolli ha ereditato indubbiamente una situazione difficile dalla precedente gestione tecnica, in cui onestamente pochissimi innesti sono stati azzeccati, ma i risultati dicono che abbia acuito la crisi con acquisti che non hanno dato l’apporto sperato alla squadra. David (il meno peggio), Openda, Zhegrova, Joao Mario, Holm, Boga… tutti fanno molta fatica a trovare spazio tra i titolari con Spalletti ora e con Tudor prima.
La dirigenza si difende sostanzialmente evidenziando che prima di arrivare a Torino gli innesti di Comolli comunque avessero dei numeri importanti. A maggior ragione senza Champions, in estate sarà molto difficile fare mercato e la dirigenza non può essere azzerata a meno di un anno dall’inizio del proprio lavoro. Insomma, l’allenatore sembra essere quello più facilmente sostituibile e alcune indiscrezioni parlano di contatti già avviati con qualche nuovo tecnico per il futuro. Il loop riparte?
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