Juventus-Rennes, l'analisi degli avversari: due facce tra Europa League e campionato

Juventus-Rennes, l'analisi degli avversari: due facce tra Europa League e campionatoTUTTOmercatoWEB.com
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di Nerino Stravato

Due partite europee senza sconfitte, quattro punti conquistati e una squadra che in campionato ha già dimostrato di poter segnare tanto, ma anche di concedere parecchio. È il Rennes che si presenta domani sera a Torino per affrontare la Juventus nella terza giornata di Europa League. Un avversario da studiare con attenzione, perché i numeri delle prime settimane raccontano una formazione dai risultati e dalle prestazioni piuttosto differenti tra le due competizioni.

La Juventus arriva all'appuntamento con sei punti, dopo il 5-0 rifilato al NEC Nijmegen e il successo in rimonta per 2-1 sul campo del Celta Vigo. Per i bianconeri, reduci dalla pesante sconfitta contro la Lazio, l'Europa può rappresentare un'occasione per ripartire. Ma per farlo servirà conoscere bene le caratteristiche della squadra francese, che nonostante alcune fragilità ha dimostrato di avere qualità offensive e capacità di reagire alle difficoltà.

Rennes, in Europa risultati più equilibrati

Il percorso europeo del Rennes è iniziato con lo 0-0 sul campo dello Sturm Graz, una partita nella quale la formazione francese ha mantenuto il controllo del pallone senza riuscire a trovare la via del gol. Nella seconda giornata, invece, è arrivata la vittoria per 2-1 contro l'OFI Creta, maturata soltanto nel finale dopo una gara in cui i francesi avevano a lungo cercato di scardinare la difesa avversaria.

Contro la formazione greca, il Rennes ha dominato sul piano del possesso, arrivando a registrare il 67% e ben 25 conclusioni. Eppure, nonostante la superiorità territoriale, è andato in svantaggio al 10', riuscendo a ribaltare il risultato soltanto nel finale grazie alle reti di Mahamadou Nagida al 76' e Abdelhamid Aït Boudlal al 90'.

Questi numeri suggeriscono una squadra che prova a fare la partita e a costruire attraverso il possesso, ma che non sempre riesce a trasformare la propria superiorità in un vantaggio concreto. Il pareggio senza reti contro lo Sturm Graz e la rimonta contro l'OFI Creta raccontano due gare diverse, ma con un elemento in comune: il Rennes ha dovuto lavorare a lungo per trovare soluzioni contro avversari organizzati.

In campionato tanti gol, ma anche troppe concessioni

Il quadro cambia guardando alla Ligue 1. Nelle prime sette giornate il Rennes ha realizzato 15 reti e ne ha incassate 14, numeri che descrivono una squadra coinvolta spesso in partite aperte, nelle quali la produzione offensiva non sempre viene accompagnata dalla necessaria solidità difensiva.

L'ultima giornata ne è stata la dimostrazione più evidente. Nella sconfitta per 4-3 contro il Paris FC, il Rennes è riuscito a segnare tre volte grazie alla tripletta di Estéban Lepaul, senza però evitare il ko. Una partita ricca di episodi, nella quale la formazione francese ha mostrato tutto il proprio potenziale davanti, ma anche le difficoltà nel proteggere il risultato.

È proprio questa la caratteristica da tenere presente in vista della sfida con la Juventus. Il Rennes non è una squadra che si può considerare innocua in attacco, ma allo stesso tempo concede occasioni e può andare in difficoltà quando gli avversari riescono ad attaccare con velocità. I bianconeri dovranno provare a sfruttare queste situazioni, senza però sbilanciarsi eccessivamente.

Attenzione, tuttavia, a non interpretare questi numeri come la prova di un cambiamento radicale tra Europa e campionato. Due partite continentali sono ancora poche per stabilire una tendenza precisa. È più corretto parlare di risultati differenti e di una squadra che, in questa prima fase della stagione, ha alternato gare bloccate ad altre molto più movimentate.

Franck Haise cerca equilibrio tra possesso e verticalità

Alla guida del Rennes c'è Franck Haise, allenatore che ha costruito la propria reputazione soprattutto con il Lens, puntando su organizzazione collettiva, intensità e capacità di adattare la squadra alle diverse situazioni di gioco.

Il Rennes ha mostrato di poter gestire il pallone e occupare stabilmente la metà campo avversaria, come accaduto contro l'OFI Creta. Ma il possesso non deve essere confuso automaticamente con la capacità di controllare la partita: contro i greci, infatti, la squadra francese ha dovuto rimontare e ha trovato il successo soltanto nel finale.

Per la Juventus sarà quindi importante capire quando pressare e quando attendere, evitando di concedere spazi alle ripartenze. Se i bianconeri riusciranno a recuperare il pallone e ad attaccare rapidamente le zone lasciate libere, potranno mettere in difficoltà una difesa che in campionato ha già mostrato alcune fragilità. Al contrario, lasciare al Rennes la possibilità di consolidare il possesso potrebbe significare dover difendere a lungo e con poca possibilità di ripartire.

L'assenza di Lepaul e l'occasione per Boulaye Dia

Il Rennes dovrà fare a meno di Estéban Lepaul, che non sarà disponibile a Torino dopo l'infortunio alla caviglia rimediato contro il Paris FC. Un'assenza importante, soprattutto considerando che l'attaccante è stato protagonista dell'ultima gara con tre reti, tutte su calcio di rigore.

Tra le possibili soluzioni offensive c'è Boulaye Dia, già conosciuto dal pubblico italiano per le esperienze con Salernitana e Lazio. L'attaccante senegalese ha affrontato la Juventus cinque volte in Serie A senza mai riuscire a segnare. Un dato curioso, che non determina naturalmente l'esito della partita, ma aggiunge un elemento alla vigilia.

Senza Lepaul, il Rennes perde un riferimento che ha dimostrato di poter incidere in zona gol. La Juventus dovrà comunque prestare attenzione alle alternative a disposizione di Haise e non considerare l'assenza del miglior realizzatore come una garanzia di minore pericolosità.

La Juventus deve sfruttare le fragilità francesi

Per la squadra di Spalletti, la partita rappresenta un'occasione per confermare il buon cammino europeo e, soprattutto, per dare una risposta dopo il 3-0 contro la Lazio. Il Rennes ha dimostrato di saper segnare, ma anche di concedere molto: serviranno velocità nella circolazione, movimenti senza palla e maggiore incisività negli ultimi metri per trasformare le opportunità in occasioni concrete.

La Juventus dovrà evitare di cadere nello stesso errore visto in campionato, quando il possesso non si è tradotto in una reale capacità di mettere in difficoltà l'avversario. Contro una squadra che sa gestire il pallone e può attaccare gli spazi, sarà fondamentale mantenere equilibrio tra le due fasi e non lasciare campo alle ripartenze.

Il Rennes non arriva a Torino con numeri europei particolarmente spettacolari, ma neppure con un rendimento da sottovalutare. I quattro punti conquistati, la capacità di dominare alcune fasi delle partite e la produzione offensiva in campionato raccontano una squadra con qualità e limiti ben definiti.

Per la Juventus, l'obiettivo sarà sfruttare le seconde senza concedere troppo spazio alle prime. Una vittoria porterebbe i bianconeri a nove punti dopo tre giornate e permetterebbe di consolidare il primato europeo. Ma, dopo la delusione contro la Lazio, servirà soprattutto una prestazione capace di restituire fiducia e dimostrare che il percorso europeo può continuare a rappresentare un punto di ripartenza.