Le Contropagelle di Galatasaray-Juventus, a cura di Marco Edoardo Sanfelici
DI GREGORIO 5 Se prendi cinque reti, la colpa è in qualche modo diretta conseguenza. Poveretto, è sempre coperto: come sul 3 a 2 di sabato, come sul primo goal di questa sera. Ergo, ha problemi di piazzamento. Prende reti in mezzo alle mani, come con la Lazio, come stasera su punizione. Ergo, non ha forza nelle mani e per un portiere è di una gravità, da consigliargli di darsi al ciclismo. Respinge sempre a non più di 3 metri ed è subito goal preso. La difesa non lo aiuta, ma lui non fa nulla per essa.
KALULU 5 Settimana disastrosa per uno dei punti di forza della squadra. Ad Istanbul naufraga magari accennando a qualche bracciata, ma va sott’acqua perdendo lo sguardo nel vuoto. Almeno con il Como tira il fiato per gentile concessione di La Penna. Non è nemmeno fortunato sul traversone di Cambiaso, meritava di segnare. Ci pensa Koop, ma non è la stessa cosa.
BREMER 6 La Juventus non può prescindere da Gleison. Con lui in campo si vede una squadra, senza di lui se ne vede la pallida copia. Osimehn tocca palla verso il quarto d’ora della ripresa, guarda caso. (GATTI 5,5 Si arrangia come può e come sa. Cioè a dire disordinatamente e a spanne. Quando è chiamato a sostituire un giocatore di livello, mette in mostra tutta la sua pochezza tecnica)
KELLY 5 Dopo un primo tempo autoritario e arricchito di buone giocate, misteriosamente Lloyd da adito alla dimostrazione di come un atleta possa esibirsi nel “rovescio della medaglia”. La palla che perde in area grida vendetta, ma senza via di fine.
CAMBIASO 5 Che cosa mi frega se mette il traversone per Kalulu subito dopo l’1 a 0. E’ proprio lui che causa il vantaggio con una rimessa in gioco temeraria. Yilmaz lo fa a fettine e l’arbitro lo grazia, se no si era in 10 prima della fine del tempo. (CABAL 3 Non capisce un bel nulla. Entra per contenere le folate turche, mica per fare il centrale. Passi la prima ammonizione, ma andare a cercarsi la seconda a metà campo, è da essere preso a pedate fino a Torino. La sagra delle stupidità)
KOOPMEINERS. 6,5 Il colmo della sfortuna: nella sera della riabilitazione a giocatore effettivo, la banda dei compagni gliela combina bella e lo costringe a passare alla storia come il realizzatore della doppietta più inutile di sempre. E poi non ha ragione chi definisce il calcio invenzione del diavolo...
THURAM 4,5 Porta palla, porta palla e poi, quando si accorge di essere circondato, la scarica al sodale meno adatto. Della serie: più delle gambe, deve correre il cervello. Prestazione a dir poco imbarazzante. (MIRETTI S.V. Fá esperienza di debacle
LOCATELLI 5,5 Novelo Giovanni Battista che, in mezzo a 50 mila turchi, predica nel deserto, cibandosi di locuste e miele selvatico. Insieme a un Thuram svagato e a un Koop impalpabile, anche Manuel a lungo andare ne risente.
CONCEICAO 5 Come una foglia al vento, consistente come un velo pietoso. Un paio di tentativi di fare la voce grossa, ma il volume è pari al silenzio sotto vuoto spinto. Poi, diciamolo, a che serve, se in area non ci va nessuno? (KOSTIC S.V. Le gradinate del Ali Sami Yen hanno dal campo un indubbio fascino, bastano 5 minuti di non gioco per rendersene conto)
YILDIZ 5 Quanto è vero il vecchio detto secondo cui: "Nessuno è profeta in patria". Sallai glielo applica dopo 10 minuti, storcendogli la caviglia sinistra, alla vecchia maniera degli stopper del passato. La prestazione ne risente, ma fortunatamente resiste in campo e si tira un grosso sospiro di sollievo. (OPENDA S.V. Forse alla malaparata era il caso di metterlo al centro dell'attacco? Così, tanto per eccepire...)
McKENNIE 5,5 Serve a Koop l'assist del secondo goal. Null'altro. Vero è che per il mister giocherebbe anche in porta, ma c'è un limite a tutto. A proposito: in porta proviamolo, magari è per fino meglio del titolare, ci vuole poco.
SPALLETTI 5,5 Sono dell'avviso che la responsabilità sua inizi nel prepartita e termini all'intervallo, nel periodo cioè in cui la squadra riveste una versione accettabile. Reazione immediata allo svantaggio, ripartenze pericolose, grinta e determinazione, speranza per i tifosi presenti in trasferta. La ripresa è abitata dalla copia peggiore possibile e la responsabilità di Spalletti si palesa attraverso i cambi, eccetto quello costretto dall'infortunio di Bremer, laddove forse si può discutere sulla loro validità. I giocatori in una certa misura lo tradiscono e si tradiscono, sciogliendosi come neve al sole. Era già successo contro l'Atalanta e 2 indizis ono molto vicini a una prova: l'irrimediabile fragilità di elementi non all'altezza della maglia.
Ormai la Champions è andata. Sabato alle ore 15 ci sarà la prima finale per il quarto posto e domenica a Roma la seconda. E come ebbe a dire Garibaldi: "O Roma o morte".
Marco Edoardo SANFELICI
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