Le Contropagelle di Juventus-Cagliari, a cura di Marco Edoardo Sanfelici

Le Contropagelle di Juventus-Cagliari, a cura di Marco Edoardo SanfeliciTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 09:46Primo piano
di Claudia Santarelli
SECONDA VITTORIA DI FILA, ROBA RARA. JUVENTUS -- CAGLIARI 2 a 1

PERIN  6  Bisogna essere totalmente privi di capacità critica per credere immediatamente alla versione sanitaria dell’esclusione di Di Gregorio… Ciò detto, a Mattia va di lusso, dato che l’unica parata deve compierla a metà del secondo tempo su tiro di Idrissi molto defilato. Becca una rete per...confusione.

KALULU  6,5  Preciso nelle chiusure, abbondante per concretezza nelle azioni a spingere, fino al limite dell’area avversaria. Come Kelly sta diventando una sicurezza, in assenza del Bremer delle occasioni migliori. Stasera si produce anche nella parte di assist man

KELLY   6  Della difesa il meno preciso e deciso. Alla prova dei fatti il pericolo arriva da Sebastiano Esposito ed è lui a segnare il vantaggio per il Cagliari. Per la verità, nell’occasione la rete è più frutto del “mucchio selvaggio” davanti a Perin. Regge nella ripresa tutti i tentativi di ripartenza.

KOOPMEINERS  6,5  Quel vecchio sacripante di Spalletti gli ha ricavato una posizione “a fagiuolo”. Là dietro Koop parte, si accentra, spinge, contrasta, esiste. Oddio, se incontra un furetto come Palestra (nomen omen!) deve avere a che fare con momenti di sofferenza pura, ma alla lunga ne esce d’autorità.

F. CONCEICAO  6,5  E’ il governatore della primiera e quando parte, spariglia e raccatta il settebello. Meriterebbe ben altro attacco, che quello spuntato ed alquanto velleitario che la Juventus esibisce. Si mette in proprio, ma Caprile gli dice no nei primi 45 minuti e nei secondi, tira sul muso di uno spettatore del secondo anello. (CABAL  S.V.  5 minuti e recupero, il massimo per non fare guasti)

McKENNIE  6,5  L’ingrediente che nessuno indovina, senza il quale  tutti rifiutano la pietanza. Se qualcuno riguardasse la partita solo ed esclusivamente per studiare le mosse dell’americanino, si accorgerebbe della mole di lavoro svolto per la squadra. In appoggio e in contenimento, di presenza e in gestione della palla. Sta di fatto, per i detrattori, che nessun allenatore riesce a farne a meno: ci sarà bene un motivo. Il colpo di tacco con cui serve Kalulu nell’azione del vantaggio è antologico.

LOCATELLI  7  Il miglior mediano del campionato. Da lui parte il tracciante di oltre 30 metri a servire McKennie che di tacco serve Kalulu, eccetera eccetera. E fa 2 a 1 per la Juve. Chiamato raramente ad interdire, trascorre il tempo a impostare le aperture laterali e a gestire la manovra in mezzo al campo. Talmente prezioso che il mister si guarda bene dal sostituirlo.

THURAM  5,5  Ha il merito di mettere in mezzo la palla su cui si avventa Yildiz per il pareggio immediato. Dopo di che è in fase di miglioramento nel velocizzare gli scarichi verso i compagni. Detto questo, il resto è un deambulare in cerca di… Godot. Col passo felpato di una pantera a cui è andata di traverso una lucertola, ingoiata in un sol boccone. (MIRETTI   6,5  Se è vero che al 70° inizia una nuova partita, con Miretti in campo la Juve gestisce la gara con un ritrovato equilibrio nella terra di mezzo. E’ un Miretti che ha assimilato un senso della posizione tempo fa del tutto inesistente. Spazia sul fronte di trequarti con personalità. Bravo il mister che lo impiega nel punto giusto e al momento giusto)

KOSTIC  5  La versione del serbo riveduta e ...scorretta. Palle perse, uomini visti dal finestrino, come se fossero paesaggi scorrevoli, una sagra degli orrori che producono tanta ruggine negli ingranaggi. Prima della fine del tempo, Cambiaso si sta già scaldando. (CAMBIASO  6  Per carità, non entra Achille furioso per la morte di Patroclo… Ci vuole però così poco per registrare un miglioramento, rispetto a Kostic. Andrea inizia in fascia sinistra, ma in breve gioca a tutto campo al centro come in mediana. Contribuisce a tenere la squadra nella metà campo isolana e finisce a destra dopo che Cabal subentra a Chico)

YILDIZ  7,5  Prendersi la Juve sulle spalle a 20 anni è sinonimo di “fuoriclasse” conclamato. Se succede 2 volte di seguito nel giro di 5 giorni, allora significa che le stelle (Yildiz in turco vuole dire appunto “stella”) non stanno più a guardare, come affermava Cronin, ma tifano tutte per Kenan. Ora  non lavora più soltanto di fino, saltando avversari come birilli: ora smazza di brutto anche i palloni vaganti, anticipando i difensori al nanosecondo. Nelle reti segnate contro il Cagliari, il minimo comune denominatore è proprio il ribadire in rete palloni per nulla sontuosi. Una nuova e forte dose di valore aggiunto. (OPENDA  5  Che cosa vuole essere quella “pirita” di esterno destro a servire niente e nessuno?)

VLAHOVIC  S.V. Mezzora di praticamente niente e poi una conclusione mezza ciccata che causa un dolore muscolare e ciao Ninetta. L’infortunio appare grave quel tanto da rivedere Dusan nell’anno nuovo. Il problema è che da domenica inizia a Napoli un calendario tostissimo e le “punte” comprate in estate danno l’affidamento di un ladro chiamato a fare la guardia. (DAVID  5,5  Se un attaccante non realizza, non c’è scusa che tenga. Dialoga con i compagni, è preciso nei sevizi, sostiene l’azione come pochi, spinge in avanti dal centro e partendo da dietro… Tutto quel che si vuole. Non segna ed allora tutto quanto va bene, però…)

SPALLETTI  6,5   Seconda rimonta consecutiva, da Bodoe a Torino. Si sforza a trovare vie nuove, inserimenti mai scontati, forieri di cambi di assetti tattici. In Norvegia Adzic fallisce miseramente, a Torino Kostic non entra in partita. E il Lucianone comprende velocemente che l’unico sistema di gioco per questa squadra è quello di Thiago Motta e di  Tudor. Proprio così: non godevano a schierare la squadra in questo modo, era proprio una necessità. Resosi conto dell’obbligo, Spallettaccio si adegua. Accenna ad un timido 3 – 5 – 1 – 1 , con l’attenzione di chi non si fida nemmeno un attimo che possa essere la soluzione giusta. Questione di rosa disponibile, questione di risultante del livello non statosferico di capacità tecniche. Gli va dato il merito di non far apparire la Juventus, pavida come fino a poco tempo fa o smarrita come verso la fine della scorsa stagione. Pur con i tanti limiti, la compagine messa in campo da Spalletti sembra una squadra, un gruppo di giocatori mediamente non favolosi ma con un intento comune e la volontà di raggiungere gli obbiettivi. 
Archiviamo il turno con l’aumento del vantaggio sull’inizio del centro classifica e aggrappati con le unghie e con i denti al gruppone della vetta. Nonostante la marea di punti gettati o “grattati”. 

                                                   Marco Edoardo SANFELICI